Il pianto di Lula, ex presidente del Brasile
Luis Inacio "Lula" Da Silva è un uomo che cede facilmente alla forza delle emozioni, ma i brasiliani non l'avevano mai visto piangere a dirotto com'è successo ieri a San Paolo. L'ex presidente del Brasile è scoppiato in lacrime mentre rispondeva, in una conferenza stampa, alle accuse del pubblico ministero di Curitiba, Deltan Dallagnol, che l'altro ieri lo ha indicato come "il capo e il massimo responsabile della rete di corruzione" svelata con l'inchiesta sugli appalti di Petrobras. Lula sostiene che i giudici non hanno in realtà alcuna prova contro di lui. "Che provino la mia corruzione e andrò io stesso a piedi a consegnarmi al commissariato più vicino", ha detto. Davanti ai giornalisti, Lula ha parlato per più di un'ora ricordando le sue umili origini, gli anni della lotta contro la dittatura e i successi della sua presidenza. "In popolarità sono secondo soltanto a Gesù Cristo", ha aggiunto, sostenendo che in realtà il vero obiettivo delle inchieste contro di lui è impedirgli di ricandidarsi alla guida del Paese nel 2018. Dopo l'impeachment di Dilma Rousseff e l'arrivo al potere di Michel Temer, oggi è ancora Lula il leader politico più popolare del Brasile e, se potrà candidarsi, ha buone possibilità di vincere. (Omero Ciai)