La blogger Laetitia denuncia: "Minacciata da YouTube per le mie domande a Juncker"
Francesca De benedetti
Il colosso tech l'ha invitata a intervistare il presidente della Commissione: lei non ha rinunciato a interrogarlo su questioni scomode, dallo scandalo LuxLeaks all'incarico a Goldman Sachs di Barroso. Nonostante gli apparenti avvertimenti dello staff
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DA blogger di costume a grande accusatrice di YouTube: la storia di Laetitia Nadji sta facendo il giro del mondo. Fino a qualche giorno fa, connettersi al suo canale YouTube era un gioco, un momento di relax. O almeno così la pensavano gli oltre 60mila iscritti a "Le corps - La maison - L'esprit" (Il corpo, la casa, lo spirito). La "blogger iperattiva", come si definisce lei, dispensava sorrisi e consigli su temi come "Vivere per sei mesi da vegetariani". Poi però è arrivato un video che nessuno si aspettava, e che ha catapultato la giovane francese nelle cronache politiche di tutta Europa. Il titolo di quel video parla chiaro: "Ecco come YouTube mi ha minacciata". E il caso non coinvolge solo il big dei video, che è "figlio" di Google, ma anche il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker.
Appuntamento con Jean-Claude. Da anni, a Bruxelles e dintorni, pioveva la solita accusa: "L'Europa non ha una vera leadership". Che a dirlo fossero intellettuali, politici o cittadini, il concetto era chiaro: a Bruxelles mancava una "voce di governo". Nel 2013 alle elezioni europee per la prima volta gli elettori hanno scelto non solo uno schieramento ma anche un presidente per la Commissione. Ma questo non basta, devono aver pensato in zona Silicon Valley e a Bruxelles. Come trasformare Juncker da "eurocrate" a "presidente"? Come svecchiare i burocrati d'Europa e renderli "pop"? Semplice: facendo gli americani. Imitando Barack Obama, l'uomo che ha segnato il passo della comunicazione politica digitale, il primo presidente che si è fatto intervistare dagli youtuber. A gennaio 2015 li ha persino invitati alla Casa Bianca: dopo il tradizionale discorso alla nazione, le tre star del video Bethany Mota, Glo Zell e Hank Green hanno raggiunto il presidente e lo hanno "interrogato" sui temi preferiti dai loro follower. Stavolta doveva toccare agli europei.
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"Ti stai mettendo contro la Commissione e YouTube". Un piccolo gruppo di "vlogger" viene quindi invitato a intervistare il presidente della Commissione: tra questi, il tedesco Jonas, il polacco Lukasz. E poi lei, Laetitia. La ragazza raccoglie gli spunti dei suoi follower per fare domande "sentite" dal suo pubblico, e poi il 14 settembre si presenta all'appuntamento a Bruxelles. Ma mentre sta dialogando con un membro dello staff di YouTube - che appare, pixelato, nel video di denuncia da lei diffuso - lui esprime perplessità sulle domande. Per l'esattezza, lo si sente dire che "tu vuoi fare a Juncker domande davvero ostiche, tu intendi chiedergli delle corporation e delle lobby... Non vorrai mica metterti contro YouTube o il presidente, o contro tutta la gente che ha fiducia in te e che ti segue... Non se vuoi una lunga carriera su YouTube, insomma...". A quel punto, racconta Laetitia, "mi sono sentita un groppo allo stomaco. Cosa dovevo fare? Adeguarmi a quello che volevano, cioè una intervista "morbida", o continuare con le domande che avevo previsto?".
Le domande scottanti: da LuxLeaks a Goldman Sachs. Ma alla fine Laetitia sceglie di andare avanti con le sue domande. Seduta davanti al presidente, tira fuori lo scandalo LuxLeaks: quando Juncker governava il Lussemburgo, le multinazionali concordarono regimi fiscali molto favorevoli; lo scandalo è venuto fuori grazie al whistleblower Antoine Deltour. "Il mio compagno ha una piccola impresa e paga più del 30 percento in imposte, lei garantì alle multinazionali di pagare l'1 percento, è sicuro di essere la persona giusta per guidare l'Europa?", chiede la ragazza. Che poi lancia un'altra domanda sferzante sullo scandalo Barroso, l'ex predecessore di Juncker ora assunto da Goldman Sachs. "Perché secondo lei la cosa è discutibile? Dobbiamo rivedere tutte le politiche dell'ex presidente alla luce di questo rapporto di lavoro, oppure pensa che possa mettere le sue conoscenze di ex leader a profitto di quella banca?". E ancora: "Come mai le lobby delle grandi imprese hanno più opportunità di farsi sentire rispetto ai cittadini?". Le domande, l'espressione imbarazzata di Juncker e le sue risposte sono ora visibili su YouTube, perché Laetitia non ha rinunciato a chiedere: ha preso l'Europa sul serio.
La replica di YouTube. E sul caso arriva la reazione di Google, il colosso tech, che tramite un suo portavoce spiega così l'episodio: "Laetitia aveva delle domande complesse per il presidente Juncker e prima dell'intervista ha chiesto la nostra opinione su come formularle. Il nostro collega l'ha incoraggiata a confrontarsi in modo rispettoso invece che conflittuale - questo è ciò che è successo e, come tutti possono vedere nell'intervista, ha avuto la possibilità di porre tutte le domande che aveva preparato". (articolo pubblicato il 22/09/2016, aggiornato il 23/09/2016 con la replica di YouTube)