Serraj: "In Libia governo di unità nazionale entro l'anno". La Francia: "Ma serve accordo con Haftar"
dal nostro corrispondente ANAIS GINORIIl premier di Tripoli ha incontrato il presidente Hollande e il ministro degli Esteri, Jean-Marc Ayrault, di ritorno da New York per l’assemblea Onu. “L'obiettivo è ottenere un compromesso tra le varie componenti della Libia" spiega a Repubblica il ministro Ayrault. Dietro le quinte, la Francia è stata finora sostenitrice del generale di Tobruk
PARIGI – Un nuovo governo di unità nazionale che possa “evitare la guerra civile” in Libia. Il premier Fayez Serraj promette di stilare rapidamente, “entro la fine dell’anno”, una proposta di esecutivo di larghe intese che possa pacificare ovest ed est del paese. Serraj, dopo tanti fallimenti, deve in particolare riuscire a convincere il parlamento di Tobruk e il generale Khalifa Haftar, dopo l’escalation delle ultime settimane. Il premier di Tripoli ha incontrato il presidente francese, François Hollande e il ministro degli Esteri, Jean-Marc Ayrault, durante la sua visita nella capitale, di ritorno da New York per l’assemblea generale dell’Onu. Parigi ha lanciato un appello a intensificare le trattative politiche. “L'obiettivo è ottenere un compromesso tra le varie componenti della Libia, sotto l'autorità del primo ministro Serraj” spiega a Repubblica il ministro Ayrault.
Il ministr…
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PARIGI – Un nuovo governo di unità nazionale che possa “evitare la guerra civile” in Libia. Il premier Fayez Serraj promette di stilare rapidamente, “entro la fine dell’anno”, una proposta di esecutivo di larghe intese che possa pacificare ovest ed est del paese. Serraj, dopo tanti fallimenti, deve in particolare riuscire a convincere il parlamento di Tobruk e il generale Khalifa Haftar, dopo l’escalation delle ultime settimane. Il premier di Tripoli ha incontrato il presidente francese, François Hollande e il ministro degli Esteri, Jean-Marc Ayrault, durante la sua visita nella capitale, di ritorno da New York per l’assemblea generale dell’Onu. Parigi ha lanciato un appello a intensificare le trattative politiche. “L'obiettivo è ottenere un compromesso tra le varie componenti della Libia, sotto l'autorità del primo ministro Serraj” spiega a Repubblica il ministro Ayrault.
Il ministro degli Esteri francese evita di citare direttamente il nome del generale Haftar, convitato di pietra dei negoziati in corso. Tra il premier e il generale dell'Est ci sarebbero stati contatti negli ultimi giorni. La Francia vuole utilizzare le buone relazioni diplomatiche con l'Egitto per aumentare la pressione su Haftar, ma anche gli altri attori della regione, come il Qatar, gli Emirati Arabi. “E' indispensabile restaurare l'unità nazionale – continua il ministro degli Esteri, Ayrault - se si vuole combattere il terrorismo e preparare il futuro del paese”. L'occupazione dei terminal nella Mezzaluna petrolifera da parte dell'esercito di Haftar ha fatto scattare un allarme rosso nelle cancellerie, con un paese ormai diviso in almeno tre parti in conflitto tra di loro.
“E' interesse di tutta la comunità internazionale e in particolare dell'Europa che ci sia una stabilizzazione” commenta Ayrault. “Ma l'avvenire della Libia non può essere deciso dall'esterno. Deve venire dai libici”. La Francia ha firmato insieme all'Italia il comunicato nel quale condanna l’operazione e chiede l’immediato ritiro dai terminal. Ma dietro le quinte, la Francia è stata finora uno dei più stretti alleati del generale Haftar. L'invio di forze speciali francesi nel nordest del paese è stato confermato a luglio da François Hollande dopo l’uccisione di 3 agenti dei servizi segreti della Dgse in un incidente a nord di Bengasi. Una rivelazione che ha scatenato proteste anti-francesi a Tripoli.
Anche per questo la visita di Serraj a Parigi era così importante. Il ministro Ayrault si difende dall'accusa di “doppio gioco”. "Il sostegno alla Francia al governo di unità nazionale – risponde - è costante sin dall'inizio. Nel marzo scorso, sono stato uno dei primi ad andare a Tripoli per testimoniare questo sostegno”. I contatti con Serraj, continua il ministro, sono costanti e regolari. “Abbiamo una relazione stretta e di fiducia, che include la lotta al terrorismo”. “La Libia è al primo punto delle discussioni tra la Francia e l'Italia”. Ayrault respinge anche qualsiasi rivalità con Roma sul dossier libico. Il ministro vuole anzi sottolineare l'importanza della “conoscenza” italiana del contesto libico. Con Roma, aggiunge, ci sono insomma “posizioni convergenti” e un “pieno coordinamento”, nel gruppo formato insieme a Germania, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti. Gli sforzi delle diplomazie si devono concentrare ora, conclude il ministro francese, per un accordo tra Serraj e Haftar in modo da evitare un escalation delle rivalità interne e il precipitare della Libia nel caos.
Il ministro degli Esteri francese evita di citare direttamente il nome del generale Haftar, convitato di pietra dei negoziati in corso. Tra il premier e il generale dell'Est ci sarebbero stati contatti negli ultimi giorni. La Francia vuole utilizzare le buone relazioni diplomatiche con l'Egitto per aumentare la pressione su Haftar, ma anche gli altri attori della regione, come il Qatar, gli Emirati Arabi. “E' indispensabile restaurare l'unità nazionale – continua il ministro degli Esteri, Ayrault - se si vuole combattere il terrorismo e preparare il futuro del paese”. L'occupazione dei terminal nella Mezzaluna petrolifera da parte dell'esercito di Haftar ha fatto scattare un allarme rosso nelle cancellerie, con un paese ormai diviso in almeno tre parti in conflitto tra di loro.
“E' interesse di tutta la comunità internazionale e in particolare dell'Europa che ci sia una stabilizzazione” commenta Ayrault. “Ma l'avvenire della Libia non può essere deciso dall'esterno. Deve venire dai libici”. La Francia ha firmato insieme all'Italia il comunicato nel quale condanna l’operazione e chiede l’immediato ritiro dai terminal. Ma dietro le quinte, la Francia è stata finora uno dei più stretti alleati del generale Haftar. L'invio di forze speciali francesi nel nordest del paese è stato confermato a luglio da François Hollande dopo l’uccisione di 3 agenti dei servizi segreti della Dgse in un incidente a nord di Bengasi. Una rivelazione che ha scatenato proteste anti-francesi a Tripoli.
Anche per questo la visita di Serraj a Parigi era così importante. Il ministro Ayrault si difende dall'accusa di “doppio gioco”. "Il sostegno alla Francia al governo di unità nazionale – risponde - è costante sin dall'inizio. Nel marzo scorso, sono stato uno dei primi ad andare a Tripoli per testimoniare questo sostegno”. I contatti con Serraj, continua il ministro, sono costanti e regolari. “Abbiamo una relazione stretta e di fiducia, che include la lotta al terrorismo”. “La Libia è al primo punto delle discussioni tra la Francia e l'Italia”. Ayrault respinge anche qualsiasi rivalità con Roma sul dossier libico. Il ministro vuole anzi sottolineare l'importanza della “conoscenza” italiana del contesto libico. Con Roma, aggiunge, ci sono insomma “posizioni convergenti” e un “pieno coordinamento”, nel gruppo formato insieme a Germania, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti. Gli sforzi delle diplomazie si devono concentrare ora, conclude il ministro francese, per un accordo tra Serraj e Haftar in modo da evitare un escalation delle rivalità interne e il precipitare della Libia nel caos.