Usa, afroamericano disarmato ucciso dalla polizia a San Diego: diffuso il video
(afp)
In città la tensione è sempre altissima: anticipata l'uscita dalle scuole, le autorità invitano i commercianti a non aprire nel fine settimana. A Pasadena un uomo affetto da disturbi psichici muore dopo essere stato bloccato con un Taser
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SAN DIEGO - Situazione sempre molto tesa a El Cajon, nei pressi della città californiana di San Diego, dove l'uccisione di un afroamericano disarmato da parte della polizia ha scatenato una serie di manifestazioni di protesta. Il clima si è fatto ancora più pesante dopo che le autorità locali hanno consentito la diffusione del video in cui si vede un agente sparare quattro volte su Alfred Olango mentre questi tiene le mani in alto. Le stesse autorità locali e i leader della comunità a El Cajon hanno invitato gli abitanti a rimanere in casa e gli esercizi commerciali a rimanere chiusi, a partire da venerdì sera e per tutto il weekend. Il rischio di nuove proteste ha indotto i dirigenti scolastici ad anticipare la fine delle lezioni al primo pomeriggio di venerdì. Olango è stato ucciso martedì scorso. La protesta è stata pacifica fino a giovedì notte, quando alcuni dimostranti hanno lanciato bottiglie e oggetti contundenti contro i poliziotti e cinque persone sono state arrestate.
Usa, afroamericano ucciso dalla polizia a San Diego: gli agenti mostrano il video
Sempre in California, stavolta a Pasadena, si è verificato un altro episodio che potrebbe acuire ulteriormente la tensione. Un afroamericano, Reginald Thomas, padre di otto bambini e secondo i suoi congiunti affetto da disturbo bipolare, è morto durante una colluttazione con agenti intervenuti in seguito a una segnalazione. Il capo della polizia locale, Philip Sanchez, ha riferito che Thomas era armato di coltello e che i suoi uomini hanno usato il Taser quando si è rifiutato di buttare l'arma. Dopo averlo sopraffatto, gli agenti si sono accorti che non respirava. Vani i loro tentativi di rianimarlo, così come quelli successivi del personale sanitario.
Alcune persone che lo conoscevano hanno raccontato che Thomas era malato e anche in passato aveva avuto problemi con le forze dell'ordine, ma non era un violento. E hanno avanzato il sospetto che i poliziotti abbiano esagerato nella loro azione perché si trattava di un afroamericano. "Combatteva con la malattia mentale e la polizia lo sapeva - ha detto il cognato, Foster Elder - Entrava e usciva da centri per il trattamento dei disturbi psichici che lo aiutavano e gli davano farmaci. Ma non è stato trattato come un paziente o una vittima. È stato trattato come un sospettato. È così che ci trattano".
Dalla California al North Carolina. La polizia di Charlotte ha fatto sapere con un comunicato che diffonderà tutti i video a disposizione che mostrano il momento in cui gli agenti hanno aperto il fuoco contro Keith Lamont Scott uccidendolo. Dopo la morte dell'uomo, un afroamericano, per giorni sono proseguite manifestazioni di protesta, con picchi di violenza che hanno indotto le autorità locali a imporre il coprifuoco in città. Alcuni filmati sono già stati divulgati, a cominciare da quello girato dalla moglie della vittima, ma non hanno chiarito la dinamica dei fatti e soprattutto non hanno chiarito se Scott abbia puntato un'arma contro i poliziotti.
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