Esteri

Colombia, Farc disponibili a rivedere l'accordo di pace rifiutato dal referendum

(afp)
Il no ha ottenuto il 50,21% dei voti contro il 49,78% andato al sì. Il leader militare dell'organizzazione, Timoléon Jimenez: "Al popolo colombiano che sogna la pace, diciamo che può contare su di noi. Ne siamo sicuri: la pace trionferà"
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RIO DE JANEIRO - C'è un nuovo spiraglio nel buio che ha avvolto nelle ultime ore la Colombia. Le Farc hanno annunciato di essere disponibili a una modifica dell'accordo di pace firmato il 26 agosto scorso ma poi bocciato dal referendum di domenica. Il leader militare dell'organizzazione, Timoléon Jimenez, si è presentato davanti alla stampa a L'Avana e ha letto un breve comunicato.

"Lamentiamo profondamente quanto il potere distruttivo esercitato da chi semina odio e rancore abbia influenzato l'opinione pubblica colombiana. Siamo qui per ribadire che le Farc sostengono la volontà di pace e ribadiscono la loro promessa di usare solamente la parola come arma di costruzione del futuro". Quindi, dopo aver messo da parte il foglio con il testo, il membro della segreteria del gruppo ha aggiunto alcune frasi a braccio. "Al popolo colombiano che sogna la pace, diciamo che può contare su di noi. Ne siamo sicuri: la pace trionferà".

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È la prima presa di posizione ufficiale delle Farc. Ed è una posizione che va incontro alle sollecitazioni del presidente Juan Manuel Santos, uscito sconfitto dal referendum che lui stesso aveva voluto nonostante la Costituzione non lo imponesse. "Come capo dello Stato", aveva detto nella notte, poco prima di riunirsi con il suo gabinetto, "sono il garante della stabilità della nazione. Questa decisione democratica non deve pregiudicarla. Io la garantirò". Poi, aveva aggiunto la sua intenzione di proseguire nel dialogo e di essere pronto a modificare le parti del testo più contestate.

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L'esito del referendum ( 50,21 no; 49,78 sì) e la nuova apertura da parte delle Farc ha spinto il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon a spedire un nuovo emissario a L'Avana per riavviare le trattative per le necessarie modifiche al testo di 297 pagine. Humberto de la Calle, capo delegazione governativa, si è invece presentato a palazzo Nariño, sede della presidenza, con una lettera di dimissioni. "Ritengo che il mio compito sia finito", ha spiegato al presidente Santos. "Mi metto da parte per consentire ad altri di raggiungere l'obiettivo che vuole tutto il Paese".