Esteri

Turchia, i curdi in piazza contro arresto dei sindaci di Diyarbakir accusati di terrorismo

Gultan Kisanak, sindaca di Diyarbakir insieme con Firat Anli: entrambi sono stati arrestati con l'accusa di sostenere il Pkk (afp)
Alta tensione in tutto il Sud Est con proteste con manifestazioni e fermi tra i dimostranti. Gultan Kisanak e Firat Anli, rappresentanti del partito Hdp, sono accusati di sostenere il Pkk, organizzazione inserita nella lista nera anche da Usa e Ue e protagonista di una guerra interna che dal 1984 ha fatto 40 mila vittime.
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ISTANBUL - Il Sud est dell'Anatolia insorge contro l'arresto dei due sindaci di Diyarbakir, la città considerata come il centro più importante dell'area curda, accusati di legami con il terrorismo e, addirittura, di appartenenza all'organizzazione del Pkk. L'intera zona è in fermento, e ora anche a Istanbul si segnala che la gente è pronta a scendere in piazza per protestare.

L'accusa mossa ai due co-sindaci, un uomo e una donna, è la più dura mai portata finora contro un esponente a capo delle istituzioni nella zona curda della Turchia: quella di appartenere propriamente, cioè di essere membro, del Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan, fondato da Abdullah Ocalan, considerato fuorilegge e contro il quale l'esercito di Ankara sta combattendo una vera e propria guerra all'interno del Paese. La procura di Diyarbakir ha emesso martedì un ordine di reclusione di cinque giorni per la sindaca Gultan Kisanak, eletta nelle liste della formazione filo curda e di sinistra Hdp (Partito democratico dei popoli), arrestata dalla polizia turca la stessa sera all'aeroporto, al suo ritorno dalla capitale Ankara. L'inchiesta dei magistrati turchi punta a svelare legami fra i ribelli curdi del Pkk e le istituzioni politiche, in particolare il partito curdo. I due sindaci sono criticati per essersi espressi a sostegno dei guerriglieri del Partito dei lavoratori del Kurdistan, permettendo al movimento di usare le risorse della municipalità e di partecipare a manifestazioni e incontri illegali.

L'Hdp più volte si è dichiarato una compagine del tutto democratica, e ha ottenuto alle elezioni politiche del giugno 2015 oltre il 13 per cento dei voti in tutto il Paese, e alle seguenti legislative di novembre più del 10 per cento. Sono 70 oggi i deputati del partito nel Parlamento di Ankara. Di recente il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si è espresso a favore della revoca dell'immunità parlamentare per molti di loro, con l'accusa di sostenere il terrorismo. Entrambi i sindaci sono stati eletti a Diyarbakir con il 55 per cento dei consensi locali. Gli avvocati di Gultan Kisanak hanno immediatamente presentato ricorso contro la decisione, specificando tuttavia di avere poche speranze che il ricorso venga accolto.

La donna, 55 anni, eletta per la prima volta nel 1994, e già con lunghi periodi di detenzione alle spalle, è stata arrestata assieme al suo collega Firat Anli. Per entrambi l'accusa è di avere legami con il Pkk, organizzazione considerata terroristica anche da Stati Uniti e Unione Europea. La Turchia è in guerra con il Pkk dal 1984, in un conflitto che ha fatto registrare fino ad oggi più di 40 mila morti fra civili, guerriglieri e soldati. Una strage immensa, che all'inizio del 2015 pareva alla fine dopo i colloqui avviati da Erdogan con Ocalan, inviando nell'isola-prigione di Imrali in cui il fondatore del Pkk è recluso da 17 anni il suo capo dei servizi segreti, Hakan Fidan. Un gruppo di decine di intellettuali appartenenti alla società civile preparava intanto una piattaforma per il ritorno alla pace. Ma l'intesa non raggiungeva lo scopo, e la guerra da più di un anno è ricominciata mietendo nuove vittime.

Agosto 2016 - L'intervista di Marco Ansaldo a Gultan Kisanak per Repubblica

Dopo la notizia degli arresti, il Sud est dell'Anatolia è entrato in subbuglio. Diverse fonti parlano del timore di un'insurrezione. Almeno 25 persone sono state fermate a Diyarbakir, durante una manifestazione di protesta contro gli arresti dei sindaci. E in 200 hanno dimostrato davanti al comune. Per il parlamentare dell'Hdp, Sirri Sureyya Onder, tra i fermati ci sono diversi ex deputati della formazione curda.

"Le pressioni non ci intimidiranno", scandivano i manifestanti nella città. Altri raduni di protesta contro le misure prese nell'area curda sono previste a Istanbul. Nelle ultime settimane le autorità turche hanno moltiplicato gli arresti contro gli amministratori locali curdi, accusati di "propaganda terrorista" o di "sostegno logistico" al Pkk. E in ottobre già 24 sindaci nel Sud est del Paese sono stati sospesi o rimossi da amministratori nominati dal governo centrale, guidato dal partito conservatore di ispirazione religiosa. Molte località del cosiddetto Kurdistan turco sono da diversi mesi sotto un intenso coprifuoco, e gli stranieri sono tenuti ben lontano dalle operazioni dell'esercito. A Diyarbakir, nel distretto storico di Sur, dall'inizio dell'anno il conflitto ha causato decine di vittime e l'area è del tutto off limits.

Molte le reazioni di sostegno ai due sindaci che stanno giungendo dai partiti dall'Italia. E in Europa il capo della diplomazia dell'Unione, Federica Mogherini, e il Commissario all'Allargamento, Johannes Hahn, hanno parlato di una situazione "molto preoccupante". Aggiungendo: "E' sempre essenziale che tutti i passi vengano presi nel pieno rispetto dello stato di diritto, secondo un processo di attenzione alle libertà fondamentali - tutti impegni che la Turchia ha preso in qualità di Paese candidato all'ingresso nella UE".