Mosul, le forze irachene entrano in città. Battaglia strada per strada contro l'Isis
dal nostro inviato GIAMPAOLO CADALANU
Soldati della coalizione anti-Isis alla periferia est di Mosul (afp)
Gli jihadisti minacciano di usare civili come scudi umani. Le truppe irachene vanno avanti: nella capitale del Califfato hanno conquistato il palazzo della tv, e si sono attestate sulla riva sinistra del Tigri
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BAZWAYA (NORD IRAQ) - I soldati del capitano Ahmed lanciano un grido di gioia quando qualcuno conferma la notizia. No, non quella dell’arrivo a Mosul, ma quella della possibilità di tornare a casa per una breve licenza. Che i commilitoni della Golden Division siano già nella periferia di Mosul, lo sanno già tutti. E infatti l’entusiasmo è alle stelle: è arrivato il giorno della riscossa per l’umiliazione di due anni fa, quando l’esercito, a prevalenza sciita, si accontentò di lasciare Mosul e non difendere la città, in gran parte sunnita. Persino i feriti stringono i denti e ricacciano dentro i lamenti: l’orgoglio di vedere le bandiere verdi sciite sventolare sul nord Iraq scaccia persino la sofferenza.
Iraq: l'esercito entra a Mosul: la battaglia per la liberazione dall'Isis
Si combatte a Mosul. La battaglia attorno alla capitale irachena dell’Isis conti…
BAZWAYA (NORD IRAQ) - I soldati del capitano Ahmed lanciano un grido di gioia quando qualcuno conferma la notizia. No, non quella dell’arrivo a Mosul, ma quella della possibilità di tornare a casa per una breve licenza. Che i commilitoni della Golden Division siano già nella periferia di Mosul, lo sanno già tutti. E infatti l’entusiasmo è alle stelle: è arrivato il giorno della riscossa per l’umiliazione di due anni fa, quando l’esercito, a prevalenza sciita, si accontentò di lasciare Mosul e non difendere la città, in gran parte sunnita. Persino i feriti stringono i denti e ricacciano dentro i lamenti: l’orgoglio di vedere le bandiere verdi sciite sventolare sul nord Iraq scaccia persino la sofferenza.
Iraq: l'esercito entra a Mosul: la battaglia per la liberazione dall'Isis
Si combatte a Mosul. La battaglia attorno alla capitale irachena dell’Isis continua a infuriare: si combatte ancora a Gogjali, ultimo villaggio prima di Mosul, anche se la tempesta di sabbia rende difficili persino le azioni militari. Le truppe irachene vanno avanti: già nell’abitato di Mosul hanno conquistato il palazzo della tv, nel quartiere di Kukyeli, e si sono attestate sulla riva sinistra del Tigri. I soldati della Golden Division sono entrati anche a Judaidat Al-Mufti, nella zona sud-est di Mosul. "Premiamo su tutte le parti della città aprire la strada verso il centro», ha precisato Abdul Wahab al-Saidi, generale delle forze speciali.
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L'ultima roccaforte dell'Isis. Ma lo scontro più duro sarà dall’altra parte del fiume, nel cuore della città: nella zona di Karama gli uomini del sedicente Stato Islamico hanno costruito sbarramenti di cemento, proprio in attesa della resa dei conti finale. Non potranno vincere la battaglia, ma contano di rendere ai governativi la vittoria molto costosa in termini di perdite umane, sia come soldati che come civili.
Civili scudi umani. Prendendo fiato a Bazwaya, iI reduci dal combattimento a Gogjali raccontano che le famiglie locali sono costrette a restare nelle case, e a volte forzate a mettersi davanti ai jihadisti a fronteggiare l’avanzata delle truppe di Bagdad, le quali hanno ordine di salvare i civili e sono costrette ad andare avanti lentamente, combattendo casa per casa senza nemmeno poter contare sul sostegno dell’aviazione.
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