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Venezuela, l'ora della salsa di Maduro: il presidente balla sulla crisi

La trasmissione alterna brani musicali caraibici a dichiarazioni politiche e news. In onda tutti i giorni da mezzogiorno alle due del pomeriggio: "Mi collegherò anche quando sarò in viaggio". Il Parlamento ha già provato a limitare gli abusi mediatici ma le nuove norme sono state bocciate dal Tribunale Supremo

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E ADESSO? Salsa. Nel bel mezzo di una crisi politica, economica e istituzionale che non ha precedenti, Nicolas Maduro, presidente del Venezuela, ha pensato bene di offrire ai suoi concittadini un nuovo programma radio: L'ora della Salsa, che conduce - dagli studi del palazzo presidenziale di Miraflores -, e nel quale alterna brani musicali caraibici con dichiarazioni politiche, news dal Venezuela e dal resto del mondo.

Ieri, mentre grazie agli sforzi diplomatici del Vaticano, l'opposizione accettava nuovi negoziati, Maduro è andato in onda per tre ore di seguito ballando salsa. Come primo brano del suo nuovo programma ha scelto un pezzo di Ray Barretto che non a caso s'intitola Indistruttibile, chiarissimo messaggio a tutti quelli che, considerandolo il massimo responsabile della tragedia umana e civile del Paese, vorrebbero cacciarlo il più presto possibile.

Venezuela, la pausa del presidente Maduro: conduce programma radio sulla salsa

Nei progetti di Maduro L'ora della Salsa andrà in onda tutti i giorni da lunedì a venerdì, da mezzogiorno alle due del pomeriggio, ora locale. "Io sarò qui, itinerante, mi collegherò - ha detto nella presentazione - anche quando sarò in viaggio, dall'Arabia Saudita, da Mosca, dall'Avana". Maduro, che è noto come un grande appassionato di salsa e la balla spesso insieme a sua moglie, Cilia Flores, nel corso delle manifestazioni politiche, conduce già un altro programma. Si chiama In contacto con Maduro e va in onda tutti i martedì sera su tutti i canali tv del Venezuela.

Inoltre Maduro fa spesso uso di una sua prerogativa presidenziale e cioè la possibilità di trasmettere "in catena", ossia su tutti i canali radio e tv, quando lo ritiene necessario. Il Parlamento, che dal dicembre dell'anno scorso è, a stragrande maggioranza, composto da deputati dell'opposizione, ha votato una nuova legge sulle telecomunicazioni con l'obiettivo di limitare gli abusi del presidente ma le nuove norme sono state bocciate dal Tribunale Supremo, organismo nel quale sono in maggioranza i magistrati fedeli al presidente in carica.