Ieri, mentre grazie agli sforzi diplomatici del Vaticano, l'opposizione accettava nuovi negoziati, Maduro è andato in onda per tre ore di seguito ballando salsa. Come primo brano del suo nuovo programma ha scelto un pezzo di Ray Barretto che non a caso s'intitola Indistruttibile, chiarissimo messaggio a tutti quelli che, considerandolo il massimo responsabile della tragedia umana e civile del Paese, vorrebbero cacciarlo il più presto possibile.
Venezuela, la pausa del presidente Maduro: conduce programma radio sulla salsa
Inoltre Maduro fa spesso uso di una sua prerogativa presidenziale e cioè la possibilità di trasmettere "in catena", ossia su tutti i canali radio e tv, quando lo ritiene necessario. Il Parlamento, che dal dicembre dell'anno scorso è, a stragrande maggioranza, composto da deputati dell'opposizione, ha votato una nuova legge sulle telecomunicazioni con l'obiettivo di limitare gli abusi del presidente ma le nuove norme sono state bocciate dal Tribunale Supremo, organismo nel quale sono in maggioranza i magistrati fedeli al presidente in carica.
Venezuela, il frigo è vuoto: la crisi lascia le famiglie senza cibo
Da qualche tempo, file infinite si snodano fuori dai supermercati venezuelani. "Arriviamo alle cinque di mattina e aspettiamo anche fino alle tre del pomeriggio per vedere se si riesce a recuperare un pacco di farina o un po' di burro", spiega Johnny Mendez, un taxista di 58 anni. In Venezuela l'aumento dei prezzi e la cronica mancanza di viveri, provocati dalla recessione e da un'economia di stato debole, ha reso difficile per molte famiglie riuscire a mettere insieme dei pasti decenti. Durante i suoi quasi 14 anni di governo, Hugo Chavez era riuscito ad assicurare l'approvvigionamento anche alle famiglie più povere grazie ai proventi della vendita del petrolio (il Venezuela fa parte dell'Opec dal 1960); ma il suo successore, Nicolas Maduro, ha dovuto far fronte al crollo del prezzo del greggio, principale fonte di reddito per il Paese. I cittadini ammettono di essere stati costretti a ridurre i consumi, il che implica, nel caso delle famiglie più povere, trovarsi a saltare più di qualche pasto e fare affidamento su alimenti dallo scarso apporto nutrizionale. Il fotografo Reuters Garcia Rawlins ha bussato alla porta di alcune famiglie chiedendo loro di aprire il proprio frigorifero: il risultato lascia esterrefatti: qualche frutto, un po' di pasta, del burro