L'ultradestra che avanza in Europa: lo scenario
L'Europa si chiede come sia possibile che in Austria sia emersa un'estrema destra tanto forte, ma è un processo in corso in molti altri Paesi e in nove Stati dell'Unione gli ultra conservatori sono già al governo. I populismi hanno mutato pelle e si sono rinnovati. I dati, Paese per Paese, nel Vecchio Continente
Nella campagna elettorale lunghissima, durata quasi un anno, l'ingegnere 45enne Hofer, che cammina con un bastone per un grave incidente sul parapendìo, ha puntato inizialmente tutto sull'emergenza profughi, con parole d'ordine islamofobiche e ultra nazionaliste. Ma negli ultimi tempi ha attenuato i toni. All'ultimo comizio ha sottolineato che sarà "il candidato di tutti gli austriaci". L'esponente del partito populista tenta di accreditarsi come un candidato centrista, ma molti subodorano "il lupo vestito da agnello" come lo chiamano i suoi avversari politici.
Austria: seggi aperti per ballottaggio elezioni presidenziali
L'obiettivo potrebbe essere quello di far tornare al governo quei "parìa" della politica europea, i "nipotini di Joerg Haider", che avevano condannato negli anni '90 l'Austria persino alle sanzioni europee. Nello scenario attuale, con Orban e i burattini di Kazcynsky indisturbati alla guida dell'Ungheria e della Polonia, è impossibile pensare che la Ue adotti un atteggiamento punitivo nei confronti di Vienna. Ma Hofer presidente potrebbe di nuovo avere il sapore di un presagio.
L'altra minaccia che ha provocato mal di pancia nel resto delle cancellerie europee è quella che il candidato dei "Freiheitlichen" possa indire un referendum sull'uscita dell'Austria dalla Ue, la cosiddetta "Oexit", nel caso l'Unione europea "si centralizzi di più" o nel caso "la Turchia aderisca alla Ue". Ma di recente ha minimizzato anche su questo punto, sostenendo di voler "cambiare la Ue" e non di volerla abbandonare.
Austria al voto, presidenziali più contese della storia del Paese (22 maggio 2016)
Alle 7 in punto si sono aperti i seggi per le elezioni: 6,4 milioni di elettori chiamati alle urne per scegliere il nono capo di Stato austriaco della Seconda Repubblica, fondata nel 1945. Per la prima volta, anche i discendenti degli Asburgo sono stati riammessi alla candidatura per la più alta carica dello Stato. LEGGI L'ARTICOLO
Il rivale di Hofer, l'economista 72enne Alexander Van der Bellen, ex portavoce dei Verdi e appoggiato dai partiti tradizionali, è arrivato in Tirolo da bambino, da profugo. Detto "Sascha" dai suoi amici, sangue misto russo ed estone, Van der Bellen è il simbolo della continuità. Europeista convinto, fumatore incallito, ecologista con una breve parentesi socialdemocratica, è l'ultima speranza per chi teme il ritorno al potere - soprattutto, in prospettiva, alla cancelleria - dei "nipotini di Joerg Haider".