Brasile, in fuga dall'odio: viaggio nella palazzina occupata da gay, lesbiche e transessuali
Un tempo era stata la sede di un'agenzia del governo, a San Paolo. Oggi è una palazzina occupata da circa 300 persone appartenenti alla comunità lgbt, in fuga dalle discriminazioni. Anche se il Brasile è il Paese in cui si tiene il più grande gay pride del mondo, l'intolleranza e la violenza contro l'omosessualità sono all'ordine del giorno: nel 2014, secondo quanto riportato anche da Amnesty International, sono stati 326 gli omicidi legati all'omofobia. ''Qui ci sentiamo al sicuro - ha spiegato Rodrigo - non possiamo vivere guardandoci sempre alle spalle''. ''Noi che siamo i più emarginati dobbiamo restare insieme'', ha dichiarato un'altra inquilina, Silvia. ''Non è colpa nostra se viviamo in una società senza cervello e senza cuore'', ha detto Fernanda, 20enne transessuale. ''Essere trans è ancora più complicato che essere gay perché il nostro aspetto non è quello maschile, ma è una creazione solo nostra''. Il reportage è stato realizzato dal fotografo Nacho Doce