Esteri

La ministra svedese Wallstroem: "Contro i populismi, la sinistra torni alle sue radici"

Margot Wallstroem 
L'intervista / Socialdemocratica e femminista, guida gli Esteri in Svezia: "Noi politici democratici abbiamo molto da fare. Non abbiamo dato ascolto e risposte ai timori dei cittadini"
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STOCCOLMA - "La sinistra democratica deve reinventare le sue radici ideologiche... ispirarsi ai suoi valori". "Quando non si sa ascoltare i timori dei cittadini e la gente si sente esclusa ciò apre la strada ai populisti". Così Margot Wallstroem, ministra degli Esteri svedese - socialdemocratica e femminista, considerata il leader politico di maggior talento nel nord - esamina la situazione nell'Occidente con nuove destre in volo, da Trump ai populisti europei spesso suoi fan.

Trump elogiato dai populisti europei, umori anti-riforme e anti-migranti dalla Scandinavia al Mediterraneo... l'internazionale populista diventa più pericolosa?
"Ha ragione. Noi politici democratici abbiamo molto serio lavoro da fare. Dobbiamo ricordarci di credere nel primato della politica. In politica, una sconfitta significa solo che devi lottare con più impegno. E non abbiamo dato ascolto e risposte ai timori dei cittadini".

In che senso?
"L'economia globale ha vissuto enormi cambiamenti, dalle riforme economiche cinesi del 1978 alla caduta del Muro di Berlino nel 1989 alla crisi finanziaria internazionale scatenata dal crollo di Lehman Brothers nel 2008. Queste svolte hanno investito ogni economia e società, insieme all'ordine globale multilaterale, in modi che stiamo ancora cercando di capire appieno e affrontare".

E allora i populisti continueranno a rafforzarsi?
"Una delle lezioni più importanti è che i cambiamenti non devono avere come conseguenza l'esclusione di gruppi di cittadini, né che gruppi di cittadini si sentono lasciati indietro. Il senso di alienazione ha aperto la strada ai populisti. Dobbiamo continuare a batterci per una società inclusiva, usando meglio i grandi cambiamenti globali a beneficio dei cittadini. Quando i benefici della globalizzazione non si materializzano nella vita quotidiana della gente, sorge e cresce il malcontento. Per questo dobbiamo anche sottolineare i benefici della cooperazione internazionale. In Europa dobbiamo essere capaci di spiegare alla gente i vantaggi dell'esistenza della Ue, ma in molti paesi tale dibattito è assente. E non abbiamo saputo rispondere alle menzogne. E poi, i leader politici devono affrontare paure e angosce della gente ogni giorno, non solo qualche settimana prima di una prova elettorale".

Ma che fare, quando la sinistra democratica appare in crisi ovunque? Rilanciarla con le Sue idee di politica femminista?
"La sinistra democratica ha bisogno di reinventare le sue radici ideologiche. In politica nazionale ed estera. La nostra politica estera femminista non è uno strumento magico per affrontare le sfide che la sinistra affronta, ma il femminismo deve esere componente di una visione moderna della politica globale, non una fuga idealista. Escludere metà della popolazione dal processo decisionale è uno spreco enorme e un'ingiustizia. E in questo senso ci occorrono politiche acute, che sappiano includere la gente, usare ogni potenziale della società, non lasciare indietro nessuno. Un consiglio ai nostri partiti fratelli: lasciate che i vostri valori siano spina dorsale delle vostre scelte politiche. La sinistra progressista è sempre stata più forte quando ha saputo essere audace, e credere nel primato della politica".

In un mondo con Trump presto al potere e applaudito da populisti e Putin?
"Non è un segreto: speravo che Hillary vincese. Ma rispettiamo la scelta del popolo americano. Dovremo lavorare con la futura amministrazione, sviluppare il rapporto molto stretto e importante con l'America. Dobbiamo ancora vedere come Mr Trump sceglierà di formulare la sua politica in molti temi, ma il governo svedese, dall'inizio, ha preso contatto con esponenti della futura amministrazione per sottolineare valori e interessi svedesi ed europei. Chiarire che la cooperazione transatlantica è interesse vitale comune per noi ma anche per gli Usa. Impossibile, per quanto si sia detto in campagna elettorale, immaginare che uno dei nostri continenti si autoisoli nel mondo globale. Le elezioni sono passate, dobbiamo guardare avanti e promuovere insieme la sicurezza globale e la stabilità per i nostri cittadini".

Trump e Putin si scambiano segnali non è rischioso o preoccupante considerando il comportamento aggressivo della Russia, per eempio, contro Svezia, Finlandia, altri Stati del Nord?
"Non credo serva speculare sullo scambio di segnali. Quel che sappiamo è che molte sfide globali che affrontiamo esigono la cooperazione tra Europa e Stati Uniti. Nel mondo globalizzato di oggi è impossibile immaginare una situazione in cui qualsiasi dei nostri continenti si possa isolare da solo. Quanto alla Russia, siamo stati molto chiari sull'aggressione in Ucraina e l'annessione illegale della Crimea, e la nostra posizione non è cambiata dopo le elezioni americane".

Come valuta i rischi di perdere le garanzie di difesa americane per paesi occidentali neutrali quali la Svezia?
"La Svezia non è un paee neutrale. Siamo membro attivo dell'Unione europea che è anche la nostra arena principale di politica estera. Ma militarmente siamo non allineati. La Svezia ha una forte cooperazione con gli Usa in molti campi, uno dei quali è il campo militare.Ci aspettiamo che gli Usa si attengano ai trattati firmati e li rispettino Come paese militarmente non allineato costruiamo la sicurezza in cooperazione con altri Crediamo fermamente che la nostra vasta struttura di cooperazione bilaterale e multilaterale abbia un effetto stabilizzante nella nostra regione. Oggi abbiamo già una partnership e cooperazione ben sviluppata con la Nato, ciò che affianca il notro impegno nella Ue, nell'Onu e nell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce). Il governo svedese si pone anche l'obiettivo di approfondire la politica di cooperazione bilaterale per la sicurezza con paesi quali Finlandia, Danimarca, Polonia e Regno Unito".

Ma Trump in sostanza ha detto "o l'Europa sende di più per la difesa o ci saranno conseguenze", non le sembra una minaccia di disimpegno Usa dalla difesa del Vecchio continente?
"Qui parliamo di un problema potenziale. Non possiamo trarre le nostre conclusioni da affermazioni fatte in campagna elettorale. Da un punto di vista svedese saremo chiari sul nostro obiettivo di cooperazione rafforzata, per esempio nella Ue ma anche tra Ue e Nato. È assolutamente vero che gli Usa giocano un ruolo fondamentale nella pace e nella sicurezza. Mr Trump ha fatto molte  dichiarazioni controverse durante la campagna, ma dobbiamo aspettare e vedere quali politiche vorrà veramente mettere in atto. È d'importanza centrale che noi europei mostriamo che la cooperazione transatlantica (Europa/Usa, Europa/Nordamerica, ndr) è un interesse comune e altrettanto importante per la sicurezza americana come per quella europea". 
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