Siria, l'appello di Malala: "Salviamo i bambini di Aleppo, siamo noi che facciamo la Storia"
"Oggi mi sento come se stessi guardando al passato, quello peggiore, che si ripete". Inizia così l'appello lanciato su Facebook da Malala affinché si ponga fine alle atrocità che si stanno consumando ad Aleppo. "Quando guardo alla Siria, vedo il genocidio del Ruanda. Quando leggo le parole disperate di Bana Alabed da Aleppo, vedo Anne Frank ad Amsterdam", continua l'attivista pakistana riferendosi alla piccola siriana che raconta su Twitter la quotidianità di Aleppo sotto i bombardamenti. "La storia ci ha già mostrato la sofferenza di questi bambini, abbiamo sempre detto che li avremmo aiutati se fossimo stati lì. Ma la storia non cade dal cielo, siamo noi che la facciamo", continua il premio Nobel aggiungendo una preghiera per tutti i minori che stanno sperimentando sulla propria pelle la violenza abbattutasi sulla città siriana. Ma le preghiere non sono abbastanza, afferma Malala: "Dobbiamo agire". Segue un accorato appello alla comunità internazionale che ha l'obbligo di fare quanto possibile per porre fine a questa guerra inumana. "Il regime siriano deve consentire un passaggio sicuro alle persone che vogliono lasciare la città e permettere agli operatori umanitari di salvare tutte le vite che possono". Malala conclude un amaro commiato: "Possa Dio essere con i bambini di Aleppo, anche se i nostri leader mondiali non lo sono"