Esteri

Il fisco tedesco dà la caccia al re della Thailandia

Sotto i riflettori la sua ricca eredità che potrebbe costargli tra 3 e 4 miliardi di euro di tasse di successione in quanto, secondo gli investigatori tedeschi, il sovrano abita in Germania e deve pagare le tasse in questo Paese

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BERLINO - Una delle poche cose sacre, in Germania, è il fisco. Forti della loro inemendabile sovranità, i collaboratori di Wolfgang Schaeuble sanno che non c’è re o leggenda che tenga, quando si mettono a caccia dei furbetti delle tasse. Ne sanno qualcosa i papà di miti dello sport come Steffi Graf o l’imperatore del calcio Uli Hoeness, finiti in carcere per improvvide amnesie in fase di dichiarazione dei redditi. Ne sa qualcosa anche il nuovo re della Thailandia, quell’erede al trono dal nome lungo due righe che si è invaghito anni fa della Baviera e che potrebbe pagare molto caro il suo amore per i paesaggi fiabeschi della Germania meridionale. 
 
Chiamato (per far presto) Maha Vajiralongkorn; tradotto: “il re dei fulmini”, il nuovo sovrano thailandese rischia una nuova, miliardaria tegola sulla testa. Un imprenditore tedesco, mai remunerato per aver costruito un pezzo di autostrada in Thailandia, ottenne già anni fa il sequestro del suo aereo privato grazie all’intervento del fisco bavarese. Che ora si è messo a caccia di un bottino più ricco: punta dritto alla miliardaria tassa di successione dell’impopolare “re dei fulmini”.
 
Maha Vajiralongkorn 
Dopo la morte del suo padre molto longevo, re Bhumipol, Maha Vaijralongkorn ha accettato di succedergli pochi giorni fa come re Rhama X. Ma il regime che governa il martoriato Paese asiatico da dieci anni lo ha spinto a congelare la sua pretesa al trono per altri dodici mesi. Il problema della giunta militare è che Rhama X gode di un’impopolarità abissale nel suo Paese, contrariamente a suo padre. E in attesa che il sovrano smetta di vivere tra uno scandalo e l’altro, il regime ha preferito prendere tempo.
 
Il fisco tedesco, invece, non ha perso un minuto. Si moltiplicano i racconti dei giornali, come la monacense e autorevole Sueddeutsche Zeitung, che riportano frasi da brivido dei funzionari della bavarese Oberfinanzdirektion, quando re Bhumipol era appena deceduto. Uno avrebbe detto, a microfoni spenti, che “si definisce residenza il luogo ove qualcuno possegga una casa che si pensi possa essere utilizzata ed abitata”. Non proprio una prosa da Thomas Mann, ma un chiaro avvertimento: il sovrano abita in Germania e deve pagare le tasse qui. 
 
Ed è chiaro che il funzionario in questione non teme quella “lesa maestà” che sta agitando i sonni dei diplomatici thailandesi a Berlino. In patria, offendere re Rhama X può costare fino a 15 anni di carcere. In Germania, l’unico che rischia di finire dietro le sbarre è il “re dei fulmini”. Gli investigatori del fisco si sarebbero messi a caccia della sua ricca eredità, che potrebbe costargli tra 3 e 4 miliardi di euro di tasse di successione. La casa reale thailandese vanterebbe 6500 ettari di terreno, è azionista di maggioranza del Siam Cement Group e controlla la catena di alberghi Kempinski.
 
Ma a sessantaquattro anni, il nuovo sovrano thailandese è meno noto per le sue capacità finanziarie che per le copertine dei rotocalchi che conquista da decenni. Sposato per la terza volta con una connazionale che ha la metà dei suoi anni, sette figli esposti per anni alle sue crudeltà, si è fatto notare in Baviera sin da quando ha cominciato a frequentarla anni fa, affittando 130 stanze al Kempinsky dell’aeroporto di Monaco, dove alloggiava regolarmente con famiglia e numerosa servitù. 
  Quest’estate, infine, quando si è comprato una villa sul lago di Starnberg per dodici milioni di euro, gli abitanti della campagna bavarese si sono dovuti abituare alle eccentricità dell’erede al trono. Al suo look informale - jeans strappati e tatuaggi giganteschi - e alle sue scorribande con limousine con vetri fumé e codazzo di corte per mercatini di paese e feste rionali. La sua giovane moglie Sathida si è fatta notare per una forsennata attività botanica e per compulsivi raid nei grandi campi di fragole. Le uniche bizzarrìe risparmiate ai poveri bavaresi sono le lussuose feste che il sovrano dedicava regolarmente all’amato barboncino Foufou. Nel 2015 è morto, costringendo i sudditi thailandesi ad osservare tre giorni di lutto secondo il rito buddista.