New York, fiato sospeso per il daino clandestino condannato a morte
Paolo G. Brera, di PAOLO G. BRERA
Apparso chissà come in un piccolo parco di Harlem, dopo 20 giorni da star è ripartito di notte nella metropoli. Catturato, per legge non può essere rilocato altrove ed è finito stritolato nel braccio di ferro tra Comune e Stato. Il governatore Cuomo ha sospeso l'eutanasia prescritta dall'amministrazione di De Blasio, ma lo staff del sindaco ha annunciato che procederà comunque
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POVERO J.R., il daino clandestino di New York: arrivato chissà come ad Harlem, si era conquistato l'affetto di tutti diventando la piccola star del minuscolo parco di quartiere; però lo hanno condannato a morte, e l'alba di oggi potrebbe essere l'ultima che annuserà. Questa storia non ha senso, ma se non accadrà un miracolo il piccolo daino con un corno solo finirà stritolato dalla follia delle norme, dalla logica illogica della burocrazia, dagli scontri di potere tra amministrazioni e dal crepuscolo del buon senso.
Un paio di settimane fa è apparso in quella lingua verde del Jackie Robinson Park di Harlem, nell'isola di Manhattan: in qualche modo deve aver guadato il fiume Harlem, o forse ha zampettato lungo uno dei ponti che collegano l'isola dei miliardari con la terraferma. In ogni caso, quando ha cominciato ad annusare con il tartufone nero le foglie e le ebracce del parco, si è subito preso la sc…
POVERO J.R., il daino clandestino di New York: arrivato chissà come ad Harlem, si era conquistato l'affetto di tutti diventando la piccola star del minuscolo parco di quartiere; però lo hanno condannato a morte, e l'alba di oggi potrebbe essere l'ultima che annuserà. Questa storia non ha senso, ma se non accadrà un miracolo il piccolo daino con un corno solo finirà stritolato dalla follia delle norme, dalla logica illogica della burocrazia, dagli scontri di potere tra amministrazioni e dal crepuscolo del buon senso.
Un paio di settimane fa è apparso in quella lingua verde del Jackie Robinson Park di Harlem, nell'isola di Manhattan: in qualche modo deve aver guadato il fiume Harlem, o forse ha zampettato lungo uno dei ponti che collegano l'isola dei miliardari con la terraferma. In ogni caso, quando ha cominciato ad annusare con il tartufone nero le foglie e le ebracce del parco, si è subito preso la scena da protagonista finendo anche sulle pagine del New York Times. Tutto fantastico, ma c'era un "ma" capace di costargli la vita.
Harlem: spunta un daino nel parco, ma è spacciato
Sebbene non avesse un nemico al mondo, era naturalmente in pericolo perché in qualsiasi momento avrebbe potuto decidere di abbandonare il parco lungo settecento metri e largo ottanta, un habitat decisamente insufficiente per un animale selvatico. E se lo avesse fatto non avrebbe avuto a che fare con i lupi, i puma e gli orsi - i suoi predatori naturali dopo quello più pericoloso, l'uomo - ma con il traffico caotico della Grande mela.
Per questo in molti hanno chiesto aiuto alle autorità sperando di proteggere il daino, ribattezzato J.R. dalle iniziali del parco in cui era miracolosamente apparso. Ed è qui che la logica ha fatto capitombolo. Le leggi statali, infatti, non consentono di catturare e rilocare un animale selvatico se non per ragioni estreme che non comprendono l'inesistenza di un luogo adatto nelle immediate vicinanze di dove è stato identificato. Spostarlo altrove è considerato un gesto crudele, e le statistiche dicono che molti animali rilocati fanno una cattiva fine.
Dunque che fare con il piccolo J.R.? L'indicazione arrivata alle autorità locali era quella di lasciarlo lì, esattamente dove si trovava e dove aveva a disposizione acqua e cibo a sufficienza, sperando che non si mettesse in pericolo andandosene: nel caso lo avesse fatto, non sarebbe restato che catturarlo e sopprimerlo, per evitare che facesse male a se stesso e a qualche motociclista in transito. Il guaio è che J.R., dopo una ventina di giorni sereni nel "suo" parco ha deciso di cambiare aria.
Ricatturato alle 4 del mattino in un complesso immobiliare sulla 155esima strada, per il daino è arrivata la condanna a morte impartita dall'amministrazione del sindaco Bill De Blasio, immediatamente esecutiva. E a quel punto, in difesa del povero daino viaggiatore è intervenuta l'amministrazione statale del governatore Andrew M. Cuomo, proprio quella le cui leggi impedirebbero a J.R. un'alternativa all'esecuzione. Ma più che una grazia, l'intercessione concessa da Cuomo è una sospensione: se non ci saranno novità, il daino di Harlem amato da tutti ha le ore contate. "La sua eutanasia è spostata all'alba di domani", ha annunciato ieri poco prima di mezzanotte l'amministrazione cittadina - racconta il New York Times - definendo quel gesto orribile e definitivo "l'unica soluzione umana e sicura".