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(reuters)

Turchia, autobomba contro bus militare: 13 morti, 55 feriti. Erdogan: "Chiamata alle armi"

Governatore: "Attacco kamikaze". A bordo soldati della Brigata di Kayseri, impegnata in operazioni antiterrorismo contro il Pkk curdo. Il presidente turco: "Responsabili i militanti dell'organizzazione separatista". La polizia arresta sette persone: "Come il 10 dicembre. Paese minacciato da gruppi terroristici"
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ISTANBUL - Un autobus è esploso questa mattina vicino la fermata dell'università di Erciyes nella provincia di Kayseri, Turchia centrale. A bordo c'erano civili ma soprattutto militari in permesso, avevano ottenuto la licenza di una giornata. I morti, conferma l'esercito, sono 13, tutti soldati, i feriti almeno 55 (12 si trovano in terapia intensiva e 6 in gravi condizioni), tra questi ci sono anche civili. L'attentato avviene a una settimana esatta da quello di Istanbul rivendicato dagli estremisti curdi del Tak, che il 10 dicembre ha provocato 44 vittime. L'esplosione, riferiscono i canali televisivi locali ma anche Bbc e al-Jazeera, è stata causata alle 8,45 locali da un'autobomba parcheggiata alla fermata degli autobus vicino il campus universitario, in una strada in cui si trova un complesso di basi militari. "È stata fatta detonare da un attentatore suicida" dice il governatore locale, Suleyman Kamci, c…
ISTANBUL - Un autobus è esploso questa mattina vicino la fermata dell'università di Erciyes nella provincia di Kayseri, Turchia centrale. A bordo c'erano civili ma soprattutto militari in permesso, avevano ottenuto la licenza di una giornata. I morti, conferma l'esercito, sono 13, tutti soldati, i feriti almeno 55 (12 si trovano in terapia intensiva e 6 in gravi condizioni), tra questi ci sono anche civili. L'attentato avviene a una settimana esatta da quello di Istanbul rivendicato dagli estremisti curdi del Tak, che il 10 dicembre ha provocato 44 vittime. L'esplosione, riferiscono i canali televisivi locali ma anche Bbc e al-Jazeera, è stata causata alle 8,45 locali da un'autobomba parcheggiata alla fermata degli autobus vicino il campus universitario, in una strada in cui si trova un complesso di basi militari. "È stata fatta detonare da un attentatore suicida" dice il governatore locale, Suleyman Kamci, citato dall'agenzia statale Anadolu. La dinamica è confermata poco dopo anche dal vicepremier turco, Veysi Kaynak, che evidenzia similitudini con l'attentato fuori lo stadio di Istanbul.

Turchia: kamikaze contro autobus di militari

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan dichiara che i militanti della "organizzazione terroristica separatista" Pkk sono i responsabili dell'attacco di oggi e in una nota precisa che "tali attacchi non sono indipendenti dagli sviluppi in Iraq e Siria". La Turchia, continua "è sotto la
minaccia di attacchi da parte di gruppi terroristici e soprattutto l'organizzazione terroristica dei separatisti sta cercando di fare del suo meglio per bloccare lo sviluppo del Paese". I soldati della Brigata commando di Kayseri, morti sull'autobus, erano impegnati da tempo nelle operazioni militari antiterrorismo contro il Pkk curdo nel sud-est della Turchia. Anche se nessuno rivendica l'attentato, partono gli arresti. La polizia turca preleva 7 persone. Il ministro dell'Interno, Suleyman Soylu, spiega che altri 5 sospetti sono ricercati. Kayseri, città con oltre un milioni di abitanti nella Cappadocia, è un centro industriale e finora era conosciuta come una città immune dagli episodi di violenza terroristica che hanno segnato tutto il 2016 nel Paese. Essendo sabato, non c'erano studenti in giro e le strade non erano affollate, per questo le vittime sono quasi solo i passeggeri dell'autobus. Il 10 dicembre in un doppio attentato fuori lo stadio di calcio di Istanbul sono morte 44 persone, i feriti sono stati circa 150. A rivendicare l'attentato è stato il gruppo estremista curdo Tak, i cosidetti Falconi della libertà del Kurdistan staccatisi già da diversi anni dal Pkk, il Partito dei lavoratori, al bando in Turchia. Ma fin dal primo momento il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha puntato il dito sul Pkk: "Non ci sono dubbi" ha detto, "se credono di spaventarci si sbagliano, pagheranno molto duramente".

Dopo l'attentato kamikaze di oggi a Kayseri, i
l presidente turco esorta il Paese all'unità, parlando di una "chiamata alle armi" alla quale i cittadini devono rispondere compatti "per opporsi con decisione a queste organizzazioni terroristiche". "Assistiamo ad attentati che con la polizia ed esercito mirano a colpire tutti i 79 milioni di abitanti della Turchia. In questo momento vediamo organizzazioni separatiste unirsi e utilizzare ogni occasione per tenere sotto attacco l'intero Paese utilizzando le maniere più subdole per disperdere le energie del popolo e alimentarne le paure".

Stamattina il primo ministro turco Binali Yildirim impone un blackout temporaneo sulla copertura dell'esplosione. Le istruzioni ai media dell'autorità turca per le telecomunicazioni (Rtuk) sono quelle di non "pubblicare" o diffondere informazioni che potrebbero causare "paura, panico e disordine, e aiutare gli obiettivi delle organizzazioni terroristiche". ll divieto di trasmissione riguarda anche i collegamenti live dalla scena dell'attentato e le relative foto, nonché le immagini dei corpi delle vittime. Misure analoghe vengono prese regolarmente dalle autorità turche in caso di attacchi terroristici.