Berlino, il ministro degli Esteri polacco: "Abbiamo anche noi i nostri morti, siamo parte della guerra contro Daesh"
di ANDREA TARQUINIIntervista a Witold Waszczykowski: "Lavoriamo intensamente con la Germania nelle indagini sull'attentato. Vanno monitorate le rotte dell'immigrazione"
VARSAVIA - "Lavoriamo intensamente insieme a Berlino, a livello di polizia e servizi di sicurezza, sul tragico attentato. Abbiamo inviato un ufficiale di collegamento a Berlino, non ci sono ancora stati attacchi terroristici da noi, ma cittadini polacchi sono stati uccisi dai terroristi: il camionista a Berlino, e prima ancora nostri compatrioti a Nizza e a Bruxelles. Siamo parte della coalizione globale contro il Daesh". Così ci dice a caldo il ministro degli Esteri polacco, Witold Waszczykowski, figura-chiave del governo.
Allarme rosso anche a Varsavia, dopo la strage berlinese: lo sventurato camionista sequestrato e ucciso dai terroristi era uno di loro, da qualche parte presso Stettino moglie e figli sono divenuti vedova e orfani. Ed è morto da eroe. Fino all'ultimo ha resistito loro perché aveva capito che volevano perpetrare una strage e ha tentato di fermarli a ogni costo. Un polacco eroe sconosciuto, come tanti eroi della tragica e dura stor…
Allarme rosso anche a Varsavia, dopo la strage berlinese: lo sventurato camionista sequestrato e ucciso dai terroristi era uno di loro, da qualche parte presso Stettino moglie e figli sono divenuti vedova e orfani. Ed è morto da eroe. Fino all'ultimo ha resistito loro perché aveva capito che volevano perpetrare una strage e ha tentato di fermarli a ogni costo. Un polacco eroe sconosciuto, come tanti eroi della tragica e dura stor…
VARSAVIA - "Lavoriamo intensamente insieme a Berlino, a livello di polizia e servizi di sicurezza, sul tragico attentato. Abbiamo inviato un ufficiale di collegamento a Berlino, non ci sono ancora stati attacchi terroristici da noi, ma cittadini polacchi sono stati uccisi dai terroristi: il camionista a Berlino, e prima ancora nostri compatrioti a Nizza e a Bruxelles. Siamo parte della coalizione globale contro il Daesh". Così ci dice a caldo il ministro degli Esteri polacco, Witold Waszczykowski, figura-chiave del governo.
Allarme rosso anche a Varsavia, dopo la strage berlinese: lo sventurato camionista sequestrato e ucciso dai terroristi era uno di loro, da qualche parte presso Stettino moglie e figli sono divenuti vedova e orfani. Ed è morto da eroe. Fino all'ultimo ha resistito loro perché aveva capito che volevano perpetrare una strage e ha tentato di fermarli a ogni costo. Un polacco eroe sconosciuto, come tanti eroi della tragica e dura storia polacca che disarmato, a mani nude, ha resistito combattendo fino all'ultimo contro il terrorista o i terroristi autori della strage del mercato di natale di Breitscheidplatz.
L'autista, un 37enne da poco sposato, era atteso a casa presso Stettino (la città dove il cugino ha l'azienda di trasporti) dalla giovane moglie che gli aveva appena dato un bimbo. Tornava dall'Italia con un carico di metallo. Berlino era l'ultima sosta di riposo, tre-quattro ore da casa. Rapito dal terrorista o dai terroristi, egli ha opposto resistenza disperatamente: aveva capito chi aveva di fronte, voleva salvare sé ma anche altri innocenti dai massacratori.
L'autopsia effettuata sulla sua salma rivela che c'è stata una colluttazione in cabina ed egli è stato colpito più volte a coltellate. Poi alla fine è stato ferito a morte da un colpo d'arma da fuoco alla testa quando il veicolo era già fermo. Assassinato l'autista-eroe, fatta la strage col camion, il terrorista è poi fuggito ed è ancora ricercato, si teme sia già all'estero. E allora la Polonia si muove, con tutti i mezzi dei suoi efficienti servizi d'intelligence collaudati nella Nato dall'Afghanistan al confronto con Putin.
C'è anche una vittima polacca a Berlino, il povero camionista. Come si muovono le indagini delle autorità polacche?
"Le nostre autorità consolari sono state fin dal primo momento in contatto regolare con la polizia e i servizi di sicurezza tedeschi, e dal primo momento hanno monitorato senza sosta la situazione dopo la tragedia accaduta al mercato di Natale a Breitscheidplatz a Berlino. Un 'crisis team', una squadra speciale di crisi, è stata formata all'ambasciata polacca a Berlino, e comprende personale consolare ma anche un ufficiale di collegamento della polizia polacca".
Può confermarci che, secondo i dati Gps della ditta polacca, i terroristi hanno sequestrato il camion uccidendo l'autista? Come lavorate con le autorità tedesche?
"Questi sono temi di indagini in corso da parte delle autorità giudiziarie tedesche, e loro sono in contatto costante con le nostre. Gli investigatori dei due paesi stanno usando i loro migliori mezzi con il massimo sforzo per chiarire le cause e la dinamica della tragedia al più presto possibile. Ci aspettiamo indagini precise. Purtroppo, ancora una volta l'Unione europea è stata colpita da un tragico evento. L'attacco a Berlino sembra ben pianificato: è stato perpetrato poco prima di Natale, un momento specialmente importante per gli europei".
Berlino, ambasciatore russo ad Ankara, una famiglia polacca in lutto. Tutti nel mirino. Il governo è soddisfatto della cooperazione internazionale nella lotta al terrorismo?
"Sebbene non abbiamo ancora subito attacchi terroristici in territorio polacco, cittadini polacchi continuano a perdere la vita uccisi dai terroristi: solo quest'anno, prima che a Berlino, è accaduto a Nizza e a Bruxelles. Perciò siamo impegnati a fondo nella lotta contro questa minaccia a livello internazionale. Partecipiamo a iniziative delle principali organizzazioni internazionali, dall'Onu alla Ue alla Osce, e siamo parte in campo della coalizione globale per combattere contro il Daesh. L'azione militare internazionale contro il Daesh in Iraq e in Siria incoraggia i terroristi a infiltrare i paesi del mondo libero. Per questo dobbiamo essere ancor più preparati. Le rotte della migrazione dovrebbero essere sotto stretta sorveglianza da parte dei servizi d'intelligence europei e dovremmo fornire aiuto alle popolazioni nelle regioni dove vivono, prima che quelle genti diventino migranti. E quel che conta ancor di più: i paesi europei dovrebbero sforzarsi di prevenire la radicalizzazione di chi è già arrivato in Europa. Questa sembra essere la grande sfida per i Paesi che hanno accettato quantità di migranti senza precedenti. La Polonia è aperta alla cooperazione su tutti questi temi e aspetti. Una cooperazione rafforzata e multidimensionale degli Stati interessati e coinvolti dal problema e dalla sfida è indispensabile, se vogliamo combattere seriamente contro un nemico così difficile".
Passiamo alla politica interna polacca, al duro confronto tra governo e opposizione. Lei ha descritto le recenti proteste come 'opera di gente frustrata'. Cosa intendeva dire?
"I gruppi che un anno fa hanno perso le elezioni, prima quelle presidenziali poi le parlamentari, non vogliono rassegnarsi ad accettare il risultato del responso democratico degli elettori. Anziché aspettare i quattro anni della legislatura per cercare di convincere la società delle proprie ragioni, tentano di riprendere il potere spostando il confronto sulle piazze. Occupare la tribuna del Parlamento dimostra che alcuni politici (quelli che lo hanno fatto, ndr: l'allusione è ai partiti d'opposizione) non capiscono i principi-base della democrazia. Occorre discutere, non impedire il dialogo".
Dopo la rinuncia del partito di maggioranza assoluta al governo, e i limiti all'accesso al Parlamento da parte dei media, è possibile un compromesso?
"I gruppi all'opposizione affermavano che l'unico motivo dell'occupazione della tribuna del Parlamento era la loro intenzione di manifestare la loro accusa di limitare il funzionamento dei media nell'edificio dell'assemblea legislativa. È stata un'azione di protesta sproporzionata, preparata dall'opposizione con molto anticipo. Può darsi che volessero destabilizzare la situazione politica nel Paese. Dal momento che il presidente della Camera ha ritirato il progetto (sui limiti all'accesso dei media al Parlamento, ndr) che suscitava tante emozioni, è di fatto venuto meno l'oggetto principale della contesa. Il protrarsi dell'occupazione dell'aula dimostra che l'opposizione ha altri fini, che non svela all'opinione pubblica".
Le opposizioni dicono che il governo viola la Costituzione, minaccia la democrazia, la libertà, e attua un golpe strisciante. Cosa risponde?
"L'attuale maggioranza parlamentare non cambia la costituzione e rispetta tutti i suoi articoli. Il principio della divisione tra poteri significa tra l'altro che la legge viene stabilita dal Parlamento. Devono accettarlo tutti i partecipanti alla vita politica e pubblica, anche i rappresentanti del potere giudiziario. Mettere in discussione i poteri del Sejm (Parlamento) significa violare la Costituzione".
Jaroslaw Kaczynski, leader del PiS, ha auspicato un'accelerazione delle riforme politiche strutturali. Occorre una nuova repubblica? Quanta libertà deregolata, liberalismo e potere esecutivo liberamente eletto servono alla Polonia?
"L'attuale governo mira a una modernizzazione del Paese e dello Stato, ma nell'ambito dei principi del sistema in vigore. In Occidente molti non capiscono che ogni Stato europeo possiede una propria specificità. Sia le Costituzioni sia le economie di Paesi come Italia o Svezia, Francia o Germania differiscono tra di loro. Non c'è un unico modello di democrazia vigente in Europa. Il Parlamento polacco ha il diritto di configurare il sistema in conformità con il volere dei cittadini, in base ai nostri valori politici e cristiani".
Bruxelles (Ue, cioé la Commissione, il presidente dell'esecutivo europeo Tusk, e altri) torna a criticarvi parlando di pericoli per la democrazia. Quanto è grande il rischio di scontro tra il governo polacco e istituzioni europee?
"Secondo me, il rischio di un simile scontro è basso, precisamente perché noi rappresentiamo la volontà popolare espressa in elezioni democratiche non contestate, e io mi rifiuto di credere che la Ue sceglierà di scontrarsi con un governo che ha una tale forte legittimazione. E certo non è nostra intenzione aprire scontri con Commissione o Parlamento europeo. Come la Brexit ha confermato, dobbiamo affrontare una crisi di fiducia dei cittadini della Ue verso le istituzioni della Ue. Abbiamo segnalato il problema dall'inizio del nostro dialogo con la Commissione europea. Una parte significativa della società polacca non capisce perché Bruxelles contesti decisioni prese da un governo eletto con un mandato elettorale molto forte. Noi speriamo che le istituzioni della Ue riflettano su questo, capiscano che intraprendendo iniziative che vanno oltre i Trattati in vigore rischiano di mettere in pericolo la Ue stessa. Mi lasci ribadire, per concludere: il consolidamento dello Stato di diritto democratico in Polonia, ciò che vuol dire anche la creazione di fondamenta stabili per permettere alla Corte costituzionale di lavorare, è un obiettivo prioritario per il governo polacco. Abbiamo bisogno di una Polonia forte in una Unione Europea che funzioni bene".
Allarme rosso anche a Varsavia, dopo la strage berlinese: lo sventurato camionista sequestrato e ucciso dai terroristi era uno di loro, da qualche parte presso Stettino moglie e figli sono divenuti vedova e orfani. Ed è morto da eroe. Fino all'ultimo ha resistito loro perché aveva capito che volevano perpetrare una strage e ha tentato di fermarli a ogni costo. Un polacco eroe sconosciuto, come tanti eroi della tragica e dura storia polacca che disarmato, a mani nude, ha resistito combattendo fino all'ultimo contro il terrorista o i terroristi autori della strage del mercato di natale di Breitscheidplatz.
L'autopsia effettuata sulla sua salma rivela che c'è stata una colluttazione in cabina ed egli è stato colpito più volte a coltellate. Poi alla fine è stato ferito a morte da un colpo d'arma da fuoco alla testa quando il veicolo era già fermo. Assassinato l'autista-eroe, fatta la strage col camion, il terrorista è poi fuggito ed è ancora ricercato, si teme sia già all'estero. E allora la Polonia si muove, con tutti i mezzi dei suoi efficienti servizi d'intelligence collaudati nella Nato dall'Afghanistan al confronto con Putin.
C'è anche una vittima polacca a Berlino, il povero camionista. Come si muovono le indagini delle autorità polacche?
"Le nostre autorità consolari sono state fin dal primo momento in contatto regolare con la polizia e i servizi di sicurezza tedeschi, e dal primo momento hanno monitorato senza sosta la situazione dopo la tragedia accaduta al mercato di Natale a Breitscheidplatz a Berlino. Un 'crisis team', una squadra speciale di crisi, è stata formata all'ambasciata polacca a Berlino, e comprende personale consolare ma anche un ufficiale di collegamento della polizia polacca".
Può confermarci che, secondo i dati Gps della ditta polacca, i terroristi hanno sequestrato il camion uccidendo l'autista? Come lavorate con le autorità tedesche?
"Questi sono temi di indagini in corso da parte delle autorità giudiziarie tedesche, e loro sono in contatto costante con le nostre. Gli investigatori dei due paesi stanno usando i loro migliori mezzi con il massimo sforzo per chiarire le cause e la dinamica della tragedia al più presto possibile. Ci aspettiamo indagini precise. Purtroppo, ancora una volta l'Unione europea è stata colpita da un tragico evento. L'attacco a Berlino sembra ben pianificato: è stato perpetrato poco prima di Natale, un momento specialmente importante per gli europei".
Berlino, ambasciatore russo ad Ankara, una famiglia polacca in lutto. Tutti nel mirino. Il governo è soddisfatto della cooperazione internazionale nella lotta al terrorismo?
"Sebbene non abbiamo ancora subito attacchi terroristici in territorio polacco, cittadini polacchi continuano a perdere la vita uccisi dai terroristi: solo quest'anno, prima che a Berlino, è accaduto a Nizza e a Bruxelles. Perciò siamo impegnati a fondo nella lotta contro questa minaccia a livello internazionale. Partecipiamo a iniziative delle principali organizzazioni internazionali, dall'Onu alla Ue alla Osce, e siamo parte in campo della coalizione globale per combattere contro il Daesh. L'azione militare internazionale contro il Daesh in Iraq e in Siria incoraggia i terroristi a infiltrare i paesi del mondo libero. Per questo dobbiamo essere ancor più preparati. Le rotte della migrazione dovrebbero essere sotto stretta sorveglianza da parte dei servizi d'intelligence europei e dovremmo fornire aiuto alle popolazioni nelle regioni dove vivono, prima che quelle genti diventino migranti. E quel che conta ancor di più: i paesi europei dovrebbero sforzarsi di prevenire la radicalizzazione di chi è già arrivato in Europa. Questa sembra essere la grande sfida per i Paesi che hanno accettato quantità di migranti senza precedenti. La Polonia è aperta alla cooperazione su tutti questi temi e aspetti. Una cooperazione rafforzata e multidimensionale degli Stati interessati e coinvolti dal problema e dalla sfida è indispensabile, se vogliamo combattere seriamente contro un nemico così difficile".
Passiamo alla politica interna polacca, al duro confronto tra governo e opposizione. Lei ha descritto le recenti proteste come 'opera di gente frustrata'. Cosa intendeva dire?
"I gruppi che un anno fa hanno perso le elezioni, prima quelle presidenziali poi le parlamentari, non vogliono rassegnarsi ad accettare il risultato del responso democratico degli elettori. Anziché aspettare i quattro anni della legislatura per cercare di convincere la società delle proprie ragioni, tentano di riprendere il potere spostando il confronto sulle piazze. Occupare la tribuna del Parlamento dimostra che alcuni politici (quelli che lo hanno fatto, ndr: l'allusione è ai partiti d'opposizione) non capiscono i principi-base della democrazia. Occorre discutere, non impedire il dialogo".
Dopo la rinuncia del partito di maggioranza assoluta al governo, e i limiti all'accesso al Parlamento da parte dei media, è possibile un compromesso?
"I gruppi all'opposizione affermavano che l'unico motivo dell'occupazione della tribuna del Parlamento era la loro intenzione di manifestare la loro accusa di limitare il funzionamento dei media nell'edificio dell'assemblea legislativa. È stata un'azione di protesta sproporzionata, preparata dall'opposizione con molto anticipo. Può darsi che volessero destabilizzare la situazione politica nel Paese. Dal momento che il presidente della Camera ha ritirato il progetto (sui limiti all'accesso dei media al Parlamento, ndr) che suscitava tante emozioni, è di fatto venuto meno l'oggetto principale della contesa. Il protrarsi dell'occupazione dell'aula dimostra che l'opposizione ha altri fini, che non svela all'opinione pubblica".
Le opposizioni dicono che il governo viola la Costituzione, minaccia la democrazia, la libertà, e attua un golpe strisciante. Cosa risponde?
"L'attuale maggioranza parlamentare non cambia la costituzione e rispetta tutti i suoi articoli. Il principio della divisione tra poteri significa tra l'altro che la legge viene stabilita dal Parlamento. Devono accettarlo tutti i partecipanti alla vita politica e pubblica, anche i rappresentanti del potere giudiziario. Mettere in discussione i poteri del Sejm (Parlamento) significa violare la Costituzione".
Jaroslaw Kaczynski, leader del PiS, ha auspicato un'accelerazione delle riforme politiche strutturali. Occorre una nuova repubblica? Quanta libertà deregolata, liberalismo e potere esecutivo liberamente eletto servono alla Polonia?
"L'attuale governo mira a una modernizzazione del Paese e dello Stato, ma nell'ambito dei principi del sistema in vigore. In Occidente molti non capiscono che ogni Stato europeo possiede una propria specificità. Sia le Costituzioni sia le economie di Paesi come Italia o Svezia, Francia o Germania differiscono tra di loro. Non c'è un unico modello di democrazia vigente in Europa. Il Parlamento polacco ha il diritto di configurare il sistema in conformità con il volere dei cittadini, in base ai nostri valori politici e cristiani".
Bruxelles (Ue, cioé la Commissione, il presidente dell'esecutivo europeo Tusk, e altri) torna a criticarvi parlando di pericoli per la democrazia. Quanto è grande il rischio di scontro tra il governo polacco e istituzioni europee?
"Secondo me, il rischio di un simile scontro è basso, precisamente perché noi rappresentiamo la volontà popolare espressa in elezioni democratiche non contestate, e io mi rifiuto di credere che la Ue sceglierà di scontrarsi con un governo che ha una tale forte legittimazione. E certo non è nostra intenzione aprire scontri con Commissione o Parlamento europeo. Come la Brexit ha confermato, dobbiamo affrontare una crisi di fiducia dei cittadini della Ue verso le istituzioni della Ue. Abbiamo segnalato il problema dall'inizio del nostro dialogo con la Commissione europea. Una parte significativa della società polacca non capisce perché Bruxelles contesti decisioni prese da un governo eletto con un mandato elettorale molto forte. Noi speriamo che le istituzioni della Ue riflettano su questo, capiscano che intraprendendo iniziative che vanno oltre i Trattati in vigore rischiano di mettere in pericolo la Ue stessa. Mi lasci ribadire, per concludere: il consolidamento dello Stato di diritto democratico in Polonia, ciò che vuol dire anche la creazione di fondamenta stabili per permettere alla Corte costituzionale di lavorare, è un obiettivo prioritario per il governo polacco. Abbiamo bisogno di una Polonia forte in una Unione Europea che funzioni bene".