L'Isis ha diffuso un video in cui mostra due soldati turchi catturati in Siria il mese scorso, che vengono bruciati vivi ad Aleppo. Subito dopo la diffusione delle immagini la Turchia ha deciso di bloccare l'accesso a Twitter, Facebook e Youtube.
Nel video, che dura 19 minuti e la cui autenticità non è verificabile, i militari, che si trovano in un campo aperto, appaiono incatenati e collegati a una miccia che un presunto jihadista controlla da lontano. Il fuoco si avvicina fino ad arrivare alle due vittime, che vengono avvolte dalle fiamme. Il jihadista si è anche avvicinato al rogo per gettare combustibile sui corpi dei due per ravvivare il fuoco. Prima di essere uccisi, i due militari appaiono in una gabbia e fanno una "confessione", in cui si identificano e affermano di aver lottato contro "i soldati del califfato".
Poco prima, un altro membro dell'Isis rivolge minacce in turco, con sottotitoli in arabo, al presidente turco Recep Tayyip Erdopgan e al suo governo; e fa un appello ai 'mujaheddin' della Turchia perché facciano la guerra santa. Non è chiaro se i soldati turchi bruciati siano i due militari catturati alla fine di novembre nelle vicinanze di Al Bab, roccaforte dei jihadisti nel nord di Aleppo.
A febbraio dello scorso anno l'Isis diffuse il filmato che mostrava la tragica fine del pilota giordano Muadh al-Kasasibah: anche lui bruciato vivo in una gabbia, poi ricoperto di macerie.
Nel video, che dura 19 minuti e la cui autenticità non è verificabile, i militari, che si trovano in un campo aperto, appaiono incatenati e collegati a una miccia che un presunto jihadista controlla da lontano. Il fuoco si avvicina fino ad arrivare alle due vittime, che vengono avvolte dalle fiamme. Il jihadista si è anche avvicinato al rogo per gettare combustibile sui corpi dei due per ravvivare il fuoco. Prima di essere uccisi, i due militari appaiono in una gabbia e fanno una "confessione", in cui si identificano e affermano di aver lottato contro "i soldati del califfato".
Poco prima, un altro membro dell'Isis rivolge minacce in turco, con sottotitoli in arabo, al presidente turco Recep Tayyip Erdopgan e al suo governo; e fa un appello ai 'mujaheddin' della Turchia perché facciano la guerra santa. Non è chiaro se i soldati turchi bruciati siano i due militari catturati alla fine di novembre nelle vicinanze di Al Bab, roccaforte dei jihadisti nel nord di Aleppo.
A febbraio dello scorso anno l'Isis diffuse il filmato che mostrava la tragica fine del pilota giordano Muadh al-Kasasibah: anche lui bruciato vivo in una gabbia, poi ricoperto di macerie.