Esteri

Polonia, si riaccende crisi interna. Kaczynski: "Proteste avranno esiti tragici"

Peggiora il confronto politico tra il governo di maggioranza assoluta polacco e le opposizioni liberal. Per il leader del partito al potere PiS sit-in permanente dei partiti oppositori in Parlamento e altre forme di manifestazione non contemplate dalla legge sono "di natura criminale"

2 minuti di lettura
TORNA acceso, alla vigilia di natale, il confronto politico tra il governo di maggioranza assoluta polacco e le opposizioni liberal. Il leader storico del partito al potere PiS, Jaroslaw Kaczynski, ieri ha ammonito che il sit-in permanente dei partiti oppositori in Parlamento e altre forme di protesta non contemplate dalla legge sono "di natura criminale", sottolineando che l'irragionevolezza dell'opposizione può far rischiare al Paese esiti tragici.

LEGGI Polonia, governo rinuncia a progetto censura media

Al tempo stesso si riaccendono polemiche tra l'esecutivo di Varsavia (al potere dalle libere elezioni dell'ottobre 2015) e la Commissione europea. Il cui vice presidente Frans Timmermans ha espresso "forte preoccupazione" per il futuro dello Stato di diritto e dell'indipendenza della Giustizia nel più grande paese orientale membro di Ue e Nato, dando al governo di Varsavia "due mesi di tempo per rispondere" alle richieste Ue di rassicurazioni convincenti e misure concrete. Preoccupazioni infondate, ha replicato stamane l'esecutivo polacco tramite il ministero degli Esteri.

LEGGI Lech Walesa: "Kaczynski e i suoi violano democrazia, leggi, Costituzione"

L'intervento di persona, pronunciato ieri da Jaroslaw Kaczynski, dà la misura di quanto le divergenze siano profonde e importanti. Presidente e leader storico del PiS (Prawo i Sprawiedlywosc, Diritto e Giustizia, appunto il partito nazionalconservatore al potere) e personalmente molto vicino al forte premier ungherese Viktor Orbàn, è il più autorevole, popolare e influente uomo politico del Paese. Ma interviene raramente in prima persona, non ricoprendo cariche istituzionali.
        
Il sit-in permanente in Parlamento organizzato dai partiti d'opposizione liberal (Platforma Obywatelska, piattaforma dei cittadini che fu al potere dal 2007 al 2015, e Nowoczesna, 'I moderni', nuova formazione guidata e fondata da Ryszard Petru) era iniziato per protestare contro i piani governativi di limitare a sole 5 reti tv amiche l'accesso all'assemblea legislativa. Ma accogliendo le proteste e la mediazione del capo dello Stato Andrzej Duda, il governo ha ritirato il progetto: il Sejm (Parlamento appunto) resterà accessibile ai media. Il sit-in però continua, almeno fino all'11 cioè alla ripresa dei lavori parlamentari: le opposizioni chiedono una discussione sulla Finanziaria e garanzie sull'indipendenza della Giustizia.
       
"Azioni criminali, illegali, non contemplate dalla Costituzione", accusa Kaczynski. Ammonendo: "Il governo liberamente eletto vuole compromessi e soluzioni pacifiche, sono le opposizioni a far rischiare al paese sbocchi pericolosi con tali atti contro la legge". Ieri il ministro degli Esteri polacco Witold Waszczykowski aveva detto a Repubblica.it che le opposizioni "invece di attendere le prossime elezioni a fine legislatura per tentare di convincere gli elettori, come è normale in democrazia, cercano di far cadere il governo". E stamane il dicastero da lui guidato ha risposto con una nota alle affermazioni di Timmermans: "Il parere della Commissione europea secondo cui in Polonia è minacciato lo Stato di diritto è infondato".

A detta degli osservatori e di fonti diplomatiche occidentali, il duplice confronto che la maggioranza affronta (con le opposizioni all'interno, con la Commissione sul piano Ue) può vivere un'ulteriore escalation. L'esecutivo sembra comunque, all'interno del Paese, in posizione di forza. Non solo per il controllo di media pubblici e giustizia e l'appoggio della Chiesa, ma perché e forse soprattutto perché l'economia polacca continua a vivere una solida crescita. E per la popolarità delle misure sociali del governo del PiS guidato dalla premier Beata Szydlo: aumento degli assegni familiari, delle spese per l'infanzia e di altre voci del welfare, abbassamento dell'età pensionabile e  altri passi nella politica del welfare.

Lo sfondo del clima politico generale in Europa e negli Usa - imminente insediamento di Trump, presto elezioni in Francia, Olanda, poi in settembre in Germania e in Svezia, con sinistre e liberal non certo favoriti - è tutt'altro che sfavorevole al PiS. Anche la tragedia di Berlino consolida la maggioranza. Commentando indirettamente l'attentato, Kaczynski ha osservato "noi siamo un Paese più sicuro, perché abbiamo pochi migranti da quelle parti del mondo".