Strage Berlino, l'ultimo rifugio tedesco di Anis Amri
Le foto dell'ultimo rifugio tedesco di Amri prima della fuga da Berlino verso la Francia. Siamo nel centro islamico radicale al numero civico 14 di Perlebergerstrasse, a Moabit. A circa 3 chilometri dal mercato della strage. Il posto dove le telecamere della polizia locale inquadrano la notte di lunedì poche ore dopo l'attentato (e anche il 14 e 15 dicembre). Le immagini sono state prese all'interno della palazzina dove ha sede, oltre ad alcune abitazioni, anche un centro che ospita ragazzi organi e disagiati. La porta di ingresso al centro islamico che affaccia sul pianerottolo, è sbarrata, con tanto di cartello. Nello scorcio che mostra l'interno si vede un tappeto per la preghiera. Il centro è frequentato in media da una trentina di persone al giorno. Che diventano una cinquantina il venerdì. I vicini dicono che spesso qualcuno ci trascorre anche la notte. Proprio di fronte al centro islamico c'è un commissariato di polizia municipale
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Secondo le ultime indagini sugli spostamenti del terrorista, Amri è entrato infatti in Italia arrivando a Torino in Tgv via Chambery, in Francia. A Torino una sosta di due ore, poi è ripartito sempre in treno per Milano, dove è giunto alle 0,46. Dalla stazione Centrale si è successivamente trasferito a Sesto utilizzando un bus sostitutivo della linea metropolitana, chiusa a quell'ora.
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È stato fermato a Sesto alle 3 del mattino, per un controllo di routine. Quando gli agenti gli hanno chiesto di mostrare i documenti e il contenuto dello zainetto che aveva sulle spalle, ha impugnato la pistola, una calibro 22, e ha sparato. Sull'arma sono in corso gli accertamenti balistici da parte dell'antiterrorismo milanese per capire se è la stessa usata per freddare l'autista polacco del camion usato per la strage a Berlino.
Attentato a Berlino, le immagini di Amri in città dopo l'attacco
Anis Amri, il tunisino ritenuto l'autore della strage a Berlino dello scorso 19 dicembre, è stato filmato otto ore dopo l'attacco di fronte all'associazione-moschea Fussilet 33, nel quartiere Moabit della capitale tedesca. A rivelarlo la televisione pubblica RBB sul suo sito web. Nella galleria le immagini riprese da una telecamera mostrano anche Amri di fronte alla stessa moschea il 14 e 15 dicembre
Dalla Tunisia alla Germania, dalla Francia all'Italia, sono diversi i Paesi coinvolti nel percorso del 24enne e costanti gli scambi informativi tra chi indaga. Gli investigatori tedeschi sono stati a Milano per un confronto. È la pistola calibro 22 usata a Sesto uno degli elementi da chiarire; l'ipotesi prevalente è che sia la stessa usata per uccidere l'autista polacco del camion usato a Berlino. Ma dalla Germania non sono ancora arrivati a Milano i dati sui proiettili per la comparazione. Si stanno poi passando al setaccio gli altri oggetti trovati addosso all'uomo: i biglietti ferroviari utilizzati e la scheda Sim, che sarebbe 'pulita'. Poi c'è il cellulare trovato nel camion, dal quale si può risalire ai contatti di Amri ed alle utenze chiamate negli ultimi giorni.
All'attenzione ci sono anche i filmati delle telecamere nelle stazioni di Milano, Torino e Sesto per verificare i movimenti del tunisino. L'ipotesi è che Amri sia arrivato in Italia per procurarsi documenti falsi, che aveva già ottenuto in passato. Accertamenti e perquisizioni nelle prossime ore probabilmente interesseranno l'hinterland milanese, negli ambienti vicini al radicalismo islamico.