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Iraq, media: l'Isis ha bruciato vivi una madre e i suoi quattro figli

La notizia data dalla tv al-Manar, vicina a Hezbollah: la donna e i bambini condannati perché "colpevoli" di voler fuggire da una zona di Kirkuk ancora controllata dallo Stato islamico. Le truppe di Bagdad avanzano a Mosul
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BEIRUT - Una donna e i suoi quattro figli sono stati giustiziati in modo atroce, bruciati vivi, dai miliziani dello Stato islamico perché cercavano di andarsene da un'area di Kirkuk ancora in mano ai jihadisti. Lo riferisce la tv al-Manar, vicina agli Hezbollah, che ha sede a Beirut.

Secondo la ricostruzione fornita dall'emittente televisiva, la donna è stata bloccata con i figli, tre femmine e un maschietto, sull'autostrada Himreen, nel nord-ovest dell'Iraq. Gli uomini dell'Isis l'hanno accusata di essere responsabile del "crimine" di voler abbandonare "la terra del Califfato" e hanno condannato a morte lei e i suoi figli. Subito dopo, riferisce ancora la tv citando fonti locali, hanno dato loro fuoco davanti ad altri civili sfollati dalle loro case devastate.

Sul fronte del conflitto c'è da registrare l'avanzata dell'esercito iracheno a Mosul. Maan Saadi, generale del servizio antiterrorismo ha annunciato…
BEIRUT - Una donna e i suoi quattro figli sono stati giustiziati in modo atroce, bruciati vivi, dai miliziani dello Stato islamico perché cercavano di andarsene da un'area di Kirkuk ancora in mano ai jihadisti. Lo riferisce la tv al-Manar, vicina agli Hezbollah, che ha sede a Beirut.

Secondo la ricostruzione fornita dall'emittente televisiva, la donna è stata bloccata con i figli, tre femmine e un maschietto, sull'autostrada Himreen, nel nord-ovest dell'Iraq. Gli uomini dell'Isis l'hanno accusata di essere responsabile del "crimine" di voler abbandonare "la terra del Califfato" e hanno condannato a morte lei e i suoi figli. Subito dopo, riferisce ancora la tv citando fonti locali, hanno dato loro fuoco davanti ad altri civili sfollati dalle loro case devastate.

Sul fronte del conflitto c'è da registrare l'avanzata dell'esercito iracheno a Mosul. Maan Saadi, generale del servizio antiterrorismo ha annunciato che le forze di Bagdad hanno riconquistato il vasto campus dell'università, una delle più importanti del Paese. È l'ultimo di una serie di successi nell'offensiva volta a riprendere il controllo della parte orientale della secondo città irachena. "Possiamo dire che l'università è stata liberata - ha detto l'alto ufficiale - Abbiamo concluso la parte più difficile. Potremmo riprendere l'intera zona orientale entro i prossimi dieci giorni".

Secondo Maan Saadi, dal 17 ottobre, quando lanciarono una vasta operazione per strappare Mosul ai jihadisti, le truppe irachene hanno riconquistato l'85% della zona orientale della città. Una volta riconquistata la riva est del fiume Tigri, le forze di Bagdad potranno sferrare l'attacco al settore occidentale, saldamente controllato dallo Stato islamico.

Sempre a Mosul, secondo mezzi di informazione curdi, è stato ucciso l'olandese di 41 anni, noto come Abu Omer Hollandi, ritenuto il "capo dei foreign fighter" dell'Isis nell'area e considerato molto vicino al leader Abu Bakr al Baghdadi. Hollandi, che guidava il battaglione "Inghimasi" ("Quelli che combattono fino alla morte"), è morto durante violenti scontri con le forze speciali irachene.

All'offensiva delle forze regolari, l'Isis ha riposto in questi mesi con una serie di attentati. L'ultimo è avvenuto nel centro di Bagdad, dove almeno sei persone hanno perso la vita e 12 sono rimaste ferite per l'esplosione di un'autobomba davanti a un locale notturno nel quartiere di Al-Saadoon.