Turchia, tra i collezionisti di piccioni: fino a 900 dollari per un esemplare
In Turchia il salario medio di un lavoratore si aggira attorno ai 367 dollari al mese. Tuttavia vi sono persone che arrivano a spendere centinaia di dollari per accaparrarsi un piccione. Si tratta di appassionati di quello che viene considerato da secoli uno dei mercati più floridi del sud-est della Turchia e della confinante Siria. Una delle città in cui questo tradizionale commercio continua a godere di molta fortuna è Sanliurfa, che si trova a soli 50 chilometri dal confine siriano. Qui, quando il sole inizia a calare e i vicoli a svuotarsi, una piccola folla di uomini si raduna negli spazi della locale sala da té dove ha luogo l'asta di piccioni. I commercianti arrivano con scatole di cartone che custodiscono i migliori esemplari di questi animali e mentre gli ospiti si accomodano fumando e sorseggiando il loro té, il battitore Dildas dà inizio all'asta. Il costo degli animali va dai 7 ai 900 dollari (il prezzo sale se le piume e le zampe sono adorne di gioelli d'argento). Alla fine delle contrattazioni, il valore totale dell'asta si è chiuso a 3.500 dollari, il 10 per cento dei quali rimane per commissione al battitore. Resit Guzel, 55 anni da 40 collezionista di piccioni, mostra con orgoglio i suoi 70 esemplari. "Sono miei amici, mi danno pace. Ma potete capire solo se avete dei piccioni", afferma
a cura di Alessandra Del Zotto