Messico, sparatoria a Playa del Carmen: un italiano tra le vittime
di DANIELE MASTROGIACOMO
Un agente fuori dal locale (ap)
Un uomo armato ha fatto fuoco in una discoteca che ospitava un festival di musica techno, uccidendo quattro persone. Un'altra donna è morta nella ressa. Quindici i feriti. Oscuro il movente
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RIO DE JANEIRO - Dieci colpi in rapida successione, la gente che smette di ballare, le urla, gli spintoni, il panico la fuga, mentre la musica continua a pompare al massimo tra i ritmi house e techno. Solo all'alba, con le prime luci del sole, si è cercato di capire cosa fosse successo al culmine del più famoso e seguito Festival di musica elettronica dei caraibi: il BPM.
Un uomo è entrato nel club Blue Parrot sparando all'impazzata. Tra le vittime c'è anche un italiano, Daniel Pessina. La Farnesina si è messa in contatto con le nostre autorità in Messico e ha confermato la notizia data dagli organizzatori del festival e dalla polizia locale. L'italiano era di origini milanesi, ma viveva e lavorava da tempo in Messico. Lo hanno confermato alcuni familiari.
Le altre quattro vittime sono un colombiano, due canadesi e una donna di cui non è stata fornita la nazionalità. Tre appartenevano alla sicurezza del locale. La donna è stata travolta dalla folla in fuga. Altri quindici risultano feriti, di cui 8 versano in gravi condizioni.
Messico, spari a Playa del Carmen: un italiano tra le vittime
Un uomo armato ha fatto fuoco nella discoteca Blue Parrot di Playa del Carmen, in Messico, uccidendo cinque persone tra cui un italiano. Le altre tre vittime, tutte della sicurezza, sono due canadesi e un colombiano. Nella ressa del fuggi fuggi generale è morta una donna, calpestata dalla folla. Altre nove persone sono rimaste ferite. È ancora da chiarire il movente. Nella discoteca era in corso la decima edizione di un festival di musica techno che dura una settimana e vede la partecipazione di diversi dj internazionali. LEGGI L'ARTICOLO
Tutto accade alle 2.28 della notte tra domenica e lunedì. A Playa del Carmen, tra le più gettonate e frequentate località turistiche dello Yucatan, si sta per chiudere la manifestazione, giunta alla sua decima edizione, che per una settimana giorni vede alternarsi alla consolle decine di famosi dj internazionali. Il locale dove si svolge la manifestazione è pieno come sempre. La gente balla, beve, si diverte. Nel centro commerciale che ospita il locale c'è un uomo, non ancora identificato, tira fuori una pistola e inizia a fare fuoco. Sembra che sia spalleggiato da altre persone. I colpi vengono avvertiti dentro e fuori il Blue Parrot; ma molti li scambiano per fuochi artificiali. Qualcuno si allarma, chiede informazioni, non capisce. Ma non si fida. Nella confusione puà accadere di tutto. C'è sempre il caso del folle che ha bisogno di pubblicità. Ci sono i Cartelli dei narcos non certo nuovi a mattanze in locali dove si possono radunare i miliziani dei gruppi avversari. C'è costante lo spettro di un attentato jihadista, come accade negli Usa o in Europa.
Messico, sparatoria durante un festival: la gente scappa in strada
Gli spari continuano. La gente capisce. Di ferma, non balla più, cerca solo di fuggire. Ma è una fuga disordinata, tra spintoni, urla e gli spari che continuano. Nei video ripresi dai cellulari e dai tweet subito postati da chi era presente, si capisce che quei colpi sono di un'arma, non sono i botti dei fuochi artificiali. I corpi delle vittime e dei feriti giacciono a terra. Si lancia l'allarme, arriva la polizia, le ambulanze. Il festival si interrompe, mentre la gente scavalca le recinzioni, cerca scampo nelle spiagge vicine e nei campi che separano dal mare.
Il sindaco di Quintana Roo esclude subito la matrice terrorista. Conferma che i proiettili sparati dall'incursore hanno provocato la morte di cinque persone e il ferimento di altre 15; molti hanno contusioni e ferite riportate nella fuga. Le vittime vengono trasferite in diversi ospedali della regione. La polizia inizia i rilievi, raccoglie le testimonianze. Alla fine, emerge un quadro non ancora del tutto chiaro. Secondo quanto ha riferito il capo della polizia dello Stato di Quintana Roo, "la sparatoria è avvenuta quando è scoppiato un diverbio tra persone che si trovavano all'interno del locale". Non si conosce il motivo. La sicurezza è intervenuta per sedare la rissa e tre membri dello staff ci hanno rimesso la pelle. Quattro persone, sempre secondo la polizia, sono state fermate. Tra queste, forse, anche il pistolero che ha fatto fuoco.
Le testimonianze. Dalle testimonianze raccolte da Raitre sembra che la sparatoria, iniziata nel locale, sia proseguita lungo la 5 Avenida - la strada turistica per eccellenza gremita di ristoranti e negozi. Barbara Bottai, 35 anni, di Latina, si trovava proprio in un locale lungo questa strada a bere con altri due italiani conosciuti a Playa del Carmen quando all'improvviso ha raccontato di aver visto "una marea umana riversarsi per strada". L'italiana ha detto di aver pensato ad uno tsunami, ma poi qualcuno ha gridato di buttarsi a terra e, ha raccontato, si sono uditi gli spari tra la folla che fuggiva. La paura per Barbara è stata tanta anche perché la polizia ha serrato le uscite dei vari locali per impedire alla gente di trovarsi in mezzo alla sparatoria. Solo più tardi è riuscita ad uscire da quell'inferno scavalcando una balconata insieme ad altri clienti