Il partito di estrema destra xenofobo Npd non verrà messo al bando: lo ha deciso questa mattina la Corte costituzionale tedesca. E' il secondo gran rifiuto dell'aula, che già nel 2003 respinse la richiesta. All'epoca il tentativo di espellere dall'asse politico il Partito nazionaldemocratico tedesco (Npd) provenne dal governo federale, stavolta ci ha provato il Bundesrat che rappresenta le regioni. Secondo i suoi accusatori, il partito fondato nel 1964 "intende destabilizzare l'ordine democratico".
A innescare l'iniziativa dei territori è stata la scoperta di una serie di uccisioni a sfondo razziale commesse da tre militanti neonazisti appartenenti al gruppo "Clandestinità nazionalsocialista" (Nsu), vicino all'Npd. Quest'ultimo, con i suoi cinquemila affiliati, annovera nel suo programma "la sopravvivenza del popolo tedesco" e utilizza un vocabolario che evoca quello nazista. Perciò, seppur il partito raggiunga solo l'1 percento circa di consensi, nel 2013 il Bundesrat ha tentato la messa al bando per via giudiziaria.
Ma per la seconda volta la Corte costituzionale ha opposto il suo diniego. L'Npd non può essere escluso dalla vita politica del paese perché non rappresenta una vera minaccia all'ordine democratico: con queste motivazioni è stato respinto all'unanimità il ricorso. "La richiesta è stata respinta - ha detto il presidente della Corte Andreas Vosskuhle - in quanto l'Npd persegue obiettivi anticostituzionali, ma non ci sono elementi concreti tali da suggerire che l'azione del partito possa avere successo".
A innescare l'iniziativa dei territori è stata la scoperta di una serie di uccisioni a sfondo razziale commesse da tre militanti neonazisti appartenenti al gruppo "Clandestinità nazionalsocialista" (Nsu), vicino all'Npd. Quest'ultimo, con i suoi cinquemila affiliati, annovera nel suo programma "la sopravvivenza del popolo tedesco" e utilizza un vocabolario che evoca quello nazista. Perciò, seppur il partito raggiunga solo l'1 percento circa di consensi, nel 2013 il Bundesrat ha tentato la messa al bando per via giudiziaria.
Ma per la seconda volta la Corte costituzionale ha opposto il suo diniego. L'Npd non può essere escluso dalla vita politica del paese perché non rappresenta una vera minaccia all'ordine democratico: con queste motivazioni è stato respinto all'unanimità il ricorso. "La richiesta è stata respinta - ha detto il presidente della Corte Andreas Vosskuhle - in quanto l'Npd persegue obiettivi anticostituzionali, ma non ci sono elementi concreti tali da suggerire che l'azione del partito possa avere successo".