India: la crisi dei Saperas, gli incantatori di serpenti
Un enorme cobra emerge dal cesto di vimini quando Buti Nath inizia a suonare il suo flauto. L'uomo, 65 anni, appartiene a un'antica tribù di incantatori di serpenti, i Saperas, prosperata nel corso dei secoli grazie alla sua abilità nel cacciare alcuni tra gli esemplari più pericolosi della specie e nel farli poi danzare di fronte a folle di curiosi. "La nostra famiglia fa questo mestiere da oltre sette generazioni", spiega Buti, nato nel villaggio di Jogi Dera nello stato dell'Uttar Pradesh, in India. Gli incantatori di serpenti hanno sempre goduto di una posizione speciale tra gli Indù, perché considerati seguaci del dio Shiva nonché i principali fornitori di medicamenti in caso di morsi da serpente. Negli ultimi anni, tuttavia, gli abitanti del villaggio di Jogi Dera si sono trovati ad affrontare non poche difficoltà. Il crescente impegno nella tutela della fauna selvatica del paese è sfociato nel 1991 in un decreto che vieta le loro pratiche. I pochi incantatori di serpenti rimasti, inoltre, non guadagnano abbastanza per sfamare se stessi e le proprie famiglia: un Sarapas guadagna circa 200 rupie al giorno, ovvero tre dollari americani. Molti giovani si trovano quindi costretti a lasciare il villaggio e le antiche pratiche dei propri avi per trasferirsi nelle grande metropoli per condurre risciò o cercare un posto nel settore edilizio