Nel 1989, Petre Roman fu sulle barricate a Bucarest, rischiò la vita contro la Securitate. Poi fu primo premier democratico. Ecco la sua voce.
Perché il ministro per gli Affari e il commercio Florin Jianu si è dimesso?
"Le sue parole sono nobili. Ministro tecnocrate capace, si muoveva bene. Ma davanti allo scontro ha detto "così non si può lavorare". Senza schierarsi contro il governo. Gesto nobile, ma la crisi continua".
Perché il Psd resta deciso sul decreto?
"Hanno vinto le elezioni col 45 per cento, la Romania profonda è con il Psd e il suo leader Dragnea per la giustizia sociale. Dragnea è chiaro, calmo, convincente. Le accuse contro di lui sono dubbie. Però scegliendo la via del decreto anziché dibattito parlamentare con tale maggioranza il Psd ha commesso un grave errore, e avrebbe potuto evitarlo, bastava pensarci prima. Temi così sensibili si affrontano con dibattiti parlamentari, non con decreti che alla gente appaiono volontà di indebolire la lotta anticorruzione".
Come può uscirne?
"Dilemma serio. Dragnea è un tipo che non cede, e non cedono le proteste. I negoziati sarebbero normali, ma non sembra tiri l'aria giusta. Il presidente rifiuta di parlare con Dragnea. Se il Psd cede, può apparire sconfitto, e i suoi rivali chiederanno le dimissioni del governo, dopo quella vittoria elettorale".
Ma perché le manifestazioni sono così ampie?
"Da tempo la gente soffre di frustrazione: giudica la classe politica incapace di portare cambiamenti concreti. Più della corruzione, fa soffrire il reddito infinitamente inferiore ad altrove nella Ue, in un Paese europeo industriale e laborioso".
Perché il ministro per gli Affari e il commercio Florin Jianu si è dimesso?
"Le sue parole sono nobili. Ministro tecnocrate capace, si muoveva bene. Ma davanti allo scontro ha detto "così non si può lavorare". Senza schierarsi contro il governo. Gesto nobile, ma la crisi continua".
Perché il Psd resta deciso sul decreto?
"Hanno vinto le elezioni col 45 per cento, la Romania profonda è con il Psd e il suo leader Dragnea per la giustizia sociale. Dragnea è chiaro, calmo, convincente. Le accuse contro di lui sono dubbie. Però scegliendo la via del decreto anziché dibattito parlamentare con tale maggioranza il Psd ha commesso un grave errore, e avrebbe potuto evitarlo, bastava pensarci prima. Temi così sensibili si affrontano con dibattiti parlamentari, non con decreti che alla gente appaiono volontà di indebolire la lotta anticorruzione".
Come può uscirne?
"Dilemma serio. Dragnea è un tipo che non cede, e non cedono le proteste. I negoziati sarebbero normali, ma non sembra tiri l'aria giusta. Il presidente rifiuta di parlare con Dragnea. Se il Psd cede, può apparire sconfitto, e i suoi rivali chiederanno le dimissioni del governo, dopo quella vittoria elettorale".
Ma perché le manifestazioni sono così ampie?
"Da tempo la gente soffre di frustrazione: giudica la classe politica incapace di portare cambiamenti concreti. Più della corruzione, fa soffrire il reddito infinitamente inferiore ad altrove nella Ue, in un Paese europeo industriale e laborioso".