WASHINGTON - Il presidente venuto dal lusso, nel lusso rimane, ma a spese dei contribuenti. Trump e il suo clan familiare si avviano a essere la First Family più costosa nella storia americana. Colui che si atteggia a lord protettore della "piccola gente dimenticata" sta spendendo per sè cifre da corte del Faraone. Appena un mese dopo l'insediamento, il presidente, i figli, la moglie hanno già presentato ai contribuenti americani un conto spese di 10 milioni di dollari soltanto per gli spostamenti, vitto, alloggio e sicurezza esclusi, sfarfalleggiando sopra un Air Force One che consuma, da solo, 200 mila dollari all'ora per volare. E il tassametro, mentre il miliardario coi soldi pubblici fugge dalla villa Bianca vola per il terzo weekend in quattro settimane nella sua reggia di Mar-a-Lago a Palm Beach in Florida per festeggiare lunedì il "Giorno del Presidente", continua a correre.
Come il personaggio di "Chi ha incastrato Roger Rabbit" che si scusava spiegando che l'avevano disegnata così, anche Donald Trump e il suo clan sono fatti così, non sono particolarmente, né deliberatamente, scialacquatori. È il treno di vita, sono le abitudini, le proprietà, la noncuranza per il costo di abitudini trasportate nella bolla della sicurezza che il governo deve mantenere attorno a lui e a tutti i membri della sua viziatissima famiglia il peso della presidenza Trump.
Con semplici calcoli basati sulle tabelle e i conteggi ufficiali, il Washington Post, uno dei quei "falsi media"che hanno riscoperto grazie a Trump l'ebbrezza del giornalismo, ha fatto i conti in tasca al primo Luxury President. L'apparato di sicurezza attorno all'appartamento dove restano la moglie Melania e il figlio Barron costa, alla polizia di New York che è la prima linea di difesa, 500 mila dollari al giorno, 183 milioni all'anno, distogliendo fondi e personale al normale lavoro di polizia. Il servizio segreto, il corpo dei pretoriani che deve affiancare il capo dello Stato e i suoi famigliari 24 ore al giorno, 365 giorni all'anno, sta cercando di affittare un intero piano nella torre che porta il nome di Trump: 1,5 milioni all'anno. Nell'immenso resort di Palm Beach, dove già Trump ha ricevuto il premier giapponese Abe in una cena di Stato - dunque pagata dai cittadini - la security è un incubo da 400 mila dollari al giorno. Il club è infatti aperto a soci che pagano 200 mila dollari per l'ammissione e 15 mila all'anno per esserne membri e hanno diritto di calpestare le buche del campo e di cenare con lui. Mentre anche la Guardia Costiera, essendo la reggia sull'Oceano, deve pattugliare le acque davanti al club giorno e notte. Per creare un accampamento mobile, con tende, gabinetti chimici, torri luminose gli uomini - esausti - del servizio segreto sprecano 12mila dollari al giorno. E lo sceriffo di Palm Beach avverte che lui non ce la fa più a spendere 60mila dollari in straordinari quando Trump sbarca nel suo territorio.
Poi ci sono le spesucce dei figli, quei ragazzi che devono svolazzare per il mondo per seguire gli interessi finanziari e immobiliari del papà che formalmente sono stati affidati a loro. Eric Trump, figlio della prima moglie Ivana, ha piantato un chiodo da 5.473 dollari per una notte in hotel nella Repubblica Dominicana, dove la famiglia sta sviluppando un altro hotel di lusso "Mar-e-Sol". Con il fratello era da poco tornato dall'Uruguay, sempre per curare il portafoglio immobiliare della casata, lasciando da pagare conti da 88 mila dollari per la scorta e 53 mila per sè. Ora è in partenza per Dubai dove i preparativi per il suo arrivo sono già costati oltre 16mila dollari al Tesoro, dal quale dipende il servizio segreto.
Non è Trump, né il suo clan, la prima famiglia ricca a occupare la Casa Bianca. Ricchi erano i Roosevelt, milionari i Kennedy e i Bush che avevano utilizzato i mezzi di trasporto e la protezione del governo per i loro spostamenti. I viaggi dei Kennedy nella casa di famiglia a Hyannisport nel Massachusetts, dei Bush verso il ranch nella prateria texana, di Reagan nella Califonia del suo "Rancho del Cielo", degli Obama che non avevano "residenze estive" ma si concedevano capatine a Broadway o nelle Hawaii però erano accettati, con smorfie di disappunto, dai guardiani del tesoro pubblico. Ma i 97 milioni di dollari che gli Obama costarono al governo in otto anni per i loro viaggi sembreranno mance ai camerieri rispetto al prezzo dei Trump. La coscienza del lusso, il senso del diritto a ogni eccesso, il cinismo di sfruttare il borsellino pubblico per promuovere interessi privati, rendono la famiglia che si è impadronita del timone unico. La vita alla Casa Bianca, che Trump mal sopporta nella'opprimente ufficialità e nella modestia museale degli ambienti neppure confrontabili con la protervia kitsch del suo privato, pare troppo monacale al miliardario, che ora può spendere i soldi di coloro che lo hanno votato. E potrebbero presto scoprire che la presidenza Trump è un lusso che i suoi elettori non si possono permettere.
Non è Trump, né il suo clan, la prima famiglia ricca a occupare la Casa Bianca. Ricchi erano i Roosevelt, milionari i Kennedy e i Bush che avevano utilizzato i mezzi di trasporto e la protezione del governo per i loro spostamenti. I viaggi dei Kennedy nella casa di famiglia a Hyannisport nel Massachusetts, dei Bush verso il ranch nella prateria texana, di Reagan nella Califonia del suo "Rancho del Cielo", degli Obama che non avevano "residenze estive" ma si concedevano capatine a Broadway o nelle Hawaii però erano accettati, con smorfie di disappunto, dai guardiani del tesoro pubblico. Ma i 97 milioni di dollari che gli Obama costarono al governo in otto anni per i loro viaggi sembreranno mance ai camerieri rispetto al prezzo dei Trump. La coscienza del lusso, il senso del diritto a ogni eccesso, il cinismo di sfruttare il borsellino pubblico per promuovere interessi privati, rendono la famiglia che si è impadronita del timone unico. La vita alla Casa Bianca, che Trump mal sopporta nella'opprimente ufficialità e nella modestia museale degli ambienti neppure confrontabili con la protervia kitsch del suo privato, pare troppo monacale al miliardario, che ora può spendere i soldi di coloro che lo hanno votato. E potrebbero presto scoprire che la presidenza Trump è un lusso che i suoi elettori non si possono permettere.