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Gerry Adams: "L'Unione Europea era il garante della pace in Irlanda, ora referendum per unificare tutta l'isola"

Il presidente dello Sinn Fein, il partito indipendentista cattolico che è stato per trent'anni il braccio politico dell'Ira, non si accontenta di uno "status speciale" per il proprio Paese dopo la Brexit

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DUBLINO - "L'Unione Europea era il garante della pace in Irlanda. Senza la Ue, è venuto il momento di chiedere un referendum in tutta l'isola per la riunificazione di nord e sud". Gerry Adams, presidente dello Sinn Fein, il partito indipendentista cattolico che è stato per trent'anni il braccio politico dell'Ira, non si accontenta di uno "status speciale" per l'Irlanda del dopo-Brexit.

Perché non basterebbe un accordo che mantenga la situazione com'è ora, evitando di far rinascere un confine tra Irlanda indipendente e Irlanda del Nord britannica?
"Il primo ministro irlandese Kenny è il primo a riconoscere che la Brexit è un errore per tutti e una tragedia per la nostra isola. Se giudichi qualcosa negativamente, non puoi accettarlo, devi opporti e contrastarlo attivamente".

Molti commentatori ritengono che l'uscita del Regno Unito dalla Ue provocherà la disgregazione del Regno Unito, accelerando le spinte secessionistiche in Scozia e in Irlanda del Nord. Lo crede anche lei?
"Sicuramente. Lascio che la Scozia parla per sé, io posso parlare per l'Irlanda del Nord, dove grazie al processo di pace i legami economici, sociali e politici con l'Irlanda sono diventati sempre più stretti negli ultimi vent'anni. La Brexit, con l'uscita del Regno Unito dalla Ue, non potrà mantenerli intatti. Sarà inevitabile riproporre la questione della riunificazione della nostra isola ".

In che modo?
"La pace del 1998 aveva nell'Unione Europea il suo strumento e il suo garante. Fuori dalla Ue, non ci sono più garanzie di pace. Gli accordi prevedevano anche la possibilità di un referendum in tutta l'isola sulla riunificazione, anzi sulla creazione di una nuova Irlanda, risultato della somma delle due parti. Ora ci sono le condizioni per chiederlo".

In nome dell'europeismo?
"Sarebbe anche un'occasione per riformare la Ue, dando maggiore importanza alle piccole nazioni come la nostra. Ma è chiaro che noi irlandesi ci sentiamo profondamente europei. Sarebbe paradossale che l'Europa, dopo avere superato le storiche divisioni est-ovest, permettesse che un nuovo muro venisse formato al suo interno".

Cosa pensa della proposta di Blair di un secondo referendum per fermare la Brexit?
"La Gran Bretagna faccia quello che vuole. Ma l'Irlanda non può continuare a reagire alle decisioni britanniche. Deve agire sulla base dei propri interessi e aspirazioni".

In Irlanda del Nord il 56% ha votato per rimanere in Europa. C'è una maggioranza per la secessione dalla Gran Bretagna?
"Anche molti unionisti hanno votato per restare nella Ue, perché ne vedono i vantaggi. C'è una maggioranza in tutta l'Irlanda, del sud e del nord, per restare in Europa".