Usa, Cnn esclusa da conferenza stampa alla Casa Bianca
Federico Rampini
Giornalisti in fila nella speranza di essere ammessi alla conferenza stampa (ap)
La guerra di Trump ai media "bugiardi" raggiunge livelli senza precedenti. "Puniti" anche i giornalisti di New York Times, Los Angeles Times e Politico.com.
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NEW YORK - L’escalation della guerra di Donald Trump contro i media supera una soglia inaudita, senza precedenti. I corrispondenti della rete tv più famosa nel mondo, la Cnn, sono stati esclusi dall’odierna conferenza stampa alla Casa Bianca. La stessa esclusione-punizione ha colpito i corrispondenti del New York Times, Los Angeles Times, Politico.com, Buzzfeed e diversi giornalisti stranieri accreditati. “Inaccettabile”, commentano in diretta sui loro schermi reporter del network televisivo specializzato nell’informazione 24 ore su 24, che divenne celebre ai tempi della prima Guerra del Golfo (1991).
La Cnn è solo la vittima televisiva più illustre di quest’improvvisa censura selettiva, con cui l’ufficio stampa della presidenza degli Stati Uniti ha cominciato a filtrare gli accessi al briefing quotidiano del portavoce Sean Spicer. Sono stati ammessi invece media dell’ultradestra come Breitbart e il Washington Times. Nel paese del Primo Emendamento che garantisce una tutela costituzionale molto estesa alla libertà di stampa, l’esclusione di questo o quell’organo d’informazione da una conferenza stampa pubblica che informa i cittadini sulle azioni dell’esecutivo, è un colpo grave e una sfida senza precedenti.
In mattinata Trump era tornato ad accusare – in un altro contesto, il raduno Cpac della destra – i “media bugiardi”, un leitmotiv che agita dall’inizio della sua campagna elettorale. Ma come su altri terreni, Trump non sembra fare alcuna distinzione tra gli eccessi di una campagna elettorale, e i doveri istituzionali del presidente degli Stati Uniti una volta assunta la carica.
The Associated Press e Time, pur essendo stati ammessi, hanno deciso di boicottare la conferenza stampa per protesta e in segno di solidarietà coi colleghi esclusi. Il portavoce Spicer ha tentato di giustificarsi sostenendo che quello di oggi non era il consueto “briefing” pubblico bensì un “gaggle”, una chiacchierata in esclusiva con alcuni media. Ma il gesto è una chiara ritorsione dopo l’ultimo scoop di alcuni media (Cnn inclusa) sulla Putin-connection: la rivelazione che l’Fbi ha subito pressioni dalla Casa Bianca per “auto-censurarsi” sui legami tra diversi collaboratori di Trump e i servizi segreti russi.
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