Usa, Trump diserta la cena dei corrispondenti: continua la guerra alla stampa
(lapresse)
Il presidente augura sarcasticamente "buona serata a tutti"
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WASHINGTON - "Non parteciperò alla cena dell'associazione dei corrispondenti della Casa Bianca quest'anno", annuncia Donald Trump, ovviamente su Twitter, augurando sarcasticamente "una buona serata a tutti". È l'ennesimo atto della guerra che il presidente degli Stati Uniti sta facendo ai mezzi di informazione colpevoli a suo dire di "fabbricare notizie false" e di essere "nemici del popolo". Trump rompe una tradizione che tutti i suoi predecessori avevano onorato. Del resto alla Casa Bianca non si era mai visto neppure quello che è accaduto ieri, quando molte testate - da Cnn a New York Times, da Los Angeles Times a Politico.com - sono state escluse da un briefing del portavoce presidenziale Sean Spicer.
I will not be attending the White House Correspondents' Association Dinner this year. Please wish everyone well and have a great evening!
La reazione della stampa all'ostracismo nei confronti di alcuni mezzi di informazione è stata sostanzialmente compatta, di sdegno, solidarietà e condanna, anche da parte di molti di quelli che sono stati ammessi al briefing di Spicer, stritolato in una posizione sempre più imbarazzante. Il Washington Post lo ho messo alla berlina ricordando quanto da lui sostenuto solo due mesi fa, quando assicurò che la Casa Bianca non avrebbe mai bandito nessun giornale perché "questo è ciò che contraddistingue una democrazia da una dittatura".
Il New York Times in un editoriale ha condannato il bando dei giornalisti come un "inequivocabile insulto" agli ideali democratici, stigmatizzando una mossa senza precedenti: "Nessun presidente di qualsiasi partito ha mai escluso una testata accreditata da un briefing della Casa Bianca, durante il Watergate, la vicenda Iran-contra, l'affaire Monica Lewinsky o qualsiasi dei numerosi scandali o crisi". "Il primo emendamento può essere scomodo per chiunque brami il potere senza controllo. Trump dovrebbe ripassare cosa significa e abituarsi ad esso", ha concluso il Nyt, davanti alla cui sede domani è prevista una manifestazione per la libertà di stampa.
Cnn e Nyt esclusi da briefing alla Casa Bianca: ''Non era mai successo prima''
Ma il presidente miliardario non si ferma. Ha rincarato la dose su Twitter contro i media che "consapevolmente non dicono la verità", ammonendo sul "grande pericolo per il nostro Paese" e deridendo il Nyt e la Cnn come una "barzelletta". Un esempio? "I media non hanno scritto che il debito nazionale nel mio primo mese è sceso di 12 miliardi di dollari contro un aumento di 200 miliardi nel primo mese di Obama", ha cinguettato, senza però fornire alcuna prova.
Si tratta di una guerra senza esclusione di colpi, come dimostra il tentativo della Casa Bianca di fare pressione sui media "arruolando" 007 e parlamentari per ridimensionare con una serie di telefonate i presunti contatti tra lo staff del tycoon e l'intelligence russa durante la campagna elettorale, oggetto di inchiesta da parte dell'Fbi e del Congresso. L'idea delle telefonate è nata dopo il fallito tentativo di convincere l'Fbi a parlare con la stampa e a contestare articoli "non accurati", come avrebbe ammesso la stessa Fbi con l'amministrazione rifiutandosi però di uscire allo scoperto. "Non so che altro avremmo potuto fare", ha detto Spicer. Ma la decisione di coinvolgere dirigenti dell'intelligence, secondo il Washington Post, potrebbe essere percepita come una minaccia all'indipendenza delle agenzie di spionaggio e compromettere anche la credibilità dell'inchiesta in corso da parte del Congresso. Tra le persone "ingaggiate" dalla Casa Bianca, Richard Burr e Devin Nunes, presidenti delle commissioni intelligence di Senato e Camera.