Israele contro Amazon: "Bloccate subito i libri negazionisti"
di ANTONELLO GUERRERAIl Memoriale dell'Olocausto Yad Vashem scrive direttamente a Bezos: "Basta fomentare odio, molte opere che negano la Shoah vengono vendute liberamente nel negozio online". Sinora il gigante di Seattle non ha risposto alla richiesta. Ma in passato, secondo le autorità israeliane, "non ha agito, per voler difendere la libertà di espressione"
Israele contro Amazon. Lo Yad Vashem, il monumentale Memoriale dell'Olocausto di Gerusalemme, ha chiesto ufficialmente al gigante online di Jeff Bezos di bloccare la vendita di tutti i testi negazionisti che smentiscono la Shoah. Robert Rozett, direttore delle biblioteche dello Yad Vashem, ha detto di aver scritto direttamente a Bezos per "fermare l'odio". Per ora Amazon non ha ancora risposto in via ufficiale. Ma in passato, come ha dichiarato ieri alla Associated Press lo stesso Rozett, nei confronti di simili richieste il gigante del commercio online "ha più volte rifiutato di oscurare materiale offensivo in nome della libertà di espressione".
L'accusa di Rozett, e di Israele, è quella di non filtrare i contenuti negazionisti nei paesi dove confutare l'Olocausto non è reato, come per esempio negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Il quotidiano israeliano "Times of Israel" ha riportato alcuni titoli palese…
L'accusa di Rozett, e di Israele, è quella di non filtrare i contenuti negazionisti nei paesi dove confutare l'Olocausto non è reato, come per esempio negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Il quotidiano israeliano "Times of Israel" ha riportato alcuni titoli palese…
Israele contro Amazon. Lo Yad Vashem, il monumentale Memoriale dell'Olocausto di Gerusalemme, ha chiesto ufficialmente al gigante online di Jeff Bezos di bloccare la vendita di tutti i testi negazionisti che smentiscono la Shoah. Robert Rozett, direttore delle biblioteche dello Yad Vashem, ha detto di aver scritto direttamente a Bezos per "fermare l'odio". Per ora Amazon non ha ancora risposto in via ufficiale. Ma in passato, come ha dichiarato ieri alla Associated Press lo stesso Rozett, nei confronti di simili richieste il gigante del commercio online "ha più volte rifiutato di oscurare materiale offensivo in nome della libertà di espressione".
L'accusa di Rozett, e di Israele, è quella di non filtrare i contenuti negazionisti nei paesi dove confutare l'Olocausto non è reato, come per esempio negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Il quotidiano israeliano "Times of Israel" ha riportato alcuni titoli palesemente negazionisti che, almeno fino a qualche ora fa, erano ancora disponibili e in vendita negli Usa e altri paesi, come “Did Six Million Really Die?” ("Sono davvero morte sei milioni di persone?") di Richard Harwood, oppure “The Six Million: Fact or Fiction?” ("Sei milioni: verità o finzione?") di Peter Winter e la versione inglese de "Il mito dello sterminio ebraico" del negazionista italiano Carlo Mattogno. Alcuni di questi libri hanno svariati commenti e recensioni che addirittura "lodano il loro lavoro".
Sulla versione italiana di Amazon fortunatamente molti di questi libri non sono disponibili, in quanto in Italia il negazionismo è diventato reato l'anno scorso, dopo molte polemiche. Ma si possono comunque comprare altre opere che hanno a che fare con le teorie anti Shoah, come per esempio alcuni saggi del francese Robert Faurisson, uno dei più spietati a sconfessare l'Olocausto, da "Vittorie revisioniste, intervento di Faurisson al convegno di Teheran", "E' genuino il diario di Anna Frank?" (in versione inglese), oppure la versione francese di "Memoria di difesa" con l'introduzione del celebre linguista Noam Chomsky, che per questo attirò moltissime critiche anni fa, oltre a vari libri dello stesso Mattogno, del famigerato negazionista austriaco David Irving e del neonazista tedesco Ernst Zündel (in lingua teutonica).
Secondo lo Yad Vashem, Amazon, così come altri operatori sul web, "non può esimersi dalle proprie responsabilità". Il capo delle biblioteche Rozett ha chiesto ufficialmente a Bezos di ritirare tutti i testi negazionisti anche alla luce della nuova ondata di antisemitismo negli Stati Uniti d'America. Dopo i casi dei giorni scorsi, ieri sono state profanate altre tombe in un cimitero di Philadelphia, tanto che, come riporta il quotidiano "Haaretz", in seguito a queste ennesime e agghiaccianti devastazioni il governo israeliano è stato costretto, per la prima volta dopo l'elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, a diramare un comunicato ufficiale in cui si esprimono "sgomento e profonda preoccupazione".
L'accusa di Rozett, e di Israele, è quella di non filtrare i contenuti negazionisti nei paesi dove confutare l'Olocausto non è reato, come per esempio negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Il quotidiano israeliano "Times of Israel" ha riportato alcuni titoli palesemente negazionisti che, almeno fino a qualche ora fa, erano ancora disponibili e in vendita negli Usa e altri paesi, come “Did Six Million Really Die?” ("Sono davvero morte sei milioni di persone?") di Richard Harwood, oppure “The Six Million: Fact or Fiction?” ("Sei milioni: verità o finzione?") di Peter Winter e la versione inglese de "Il mito dello sterminio ebraico" del negazionista italiano Carlo Mattogno. Alcuni di questi libri hanno svariati commenti e recensioni che addirittura "lodano il loro lavoro".
Sulla versione italiana di Amazon fortunatamente molti di questi libri non sono disponibili, in quanto in Italia il negazionismo è diventato reato l'anno scorso, dopo molte polemiche. Ma si possono comunque comprare altre opere che hanno a che fare con le teorie anti Shoah, come per esempio alcuni saggi del francese Robert Faurisson, uno dei più spietati a sconfessare l'Olocausto, da "Vittorie revisioniste, intervento di Faurisson al convegno di Teheran", "E' genuino il diario di Anna Frank?" (in versione inglese), oppure la versione francese di "Memoria di difesa" con l'introduzione del celebre linguista Noam Chomsky, che per questo attirò moltissime critiche anni fa, oltre a vari libri dello stesso Mattogno, del famigerato negazionista austriaco David Irving e del neonazista tedesco Ernst Zündel (in lingua teutonica).
Secondo lo Yad Vashem, Amazon, così come altri operatori sul web, "non può esimersi dalle proprie responsabilità". Il capo delle biblioteche Rozett ha chiesto ufficialmente a Bezos di ritirare tutti i testi negazionisti anche alla luce della nuova ondata di antisemitismo negli Stati Uniti d'America. Dopo i casi dei giorni scorsi, ieri sono state profanate altre tombe in un cimitero di Philadelphia, tanto che, come riporta il quotidiano "Haaretz", in seguito a queste ennesime e agghiaccianti devastazioni il governo israeliano è stato costretto, per la prima volta dopo l'elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, a diramare un comunicato ufficiale in cui si esprimono "sgomento e profonda preoccupazione".