Migranti in fuga dagli Usa, dopo la stretta di Trump sfidano la neve per varcare il confine con il Canada
"A coloro che scappano dalla persecuzione, dal terrore e dalla guerra: sappiate che il Canada vi accoglierà, indipendentemente dalla vostra fede. La diversità è la nostra forza". Il premier canadese Justin Trudeau ha lanciato un chiaro messaggio a tutti quei migranti che, una volta giunti negli Usa, si sono sentiti minacciati dalle prime risoluzioni del presidente Trump in materia di immigrazione. E i risultati non hanno tardato ad arrivare. Sono infatti centinaia i migranti che dall'inizio dell'anno hanno sfidato il freddo preoccupati dai provvedimenti di espulsione promessi dall'ex tycoon, affrontando un difficile viaggio in mezzo alla neve verso il confine con il Québec. Tra loro vi sono anche molte famiglie. Gli esperti della sicurezza canadese prevedono che molti altri possano seguire il loro esempio con l'inizio della bella stagione. Per permettere una piena accoglienza dei profughi nel suo Paese, tuttavia, Trudeau dovrebbe sospendere il "Safe third country agreement", un accordo bilaterale firmato nel 2004 tra Canada e Usa che obbliga i rifugiati in arrivo a chiedere asilo nel luogo dove arrivano prima, prima della svolta di Trump