Esteri

Mosca, Bogachev: tre mln di dollari sul cybercriminale. Nyt: "Una spia dei servizi russi"

Per l'Fbi è la mente dei malware "Zeus" e "GameOver Zeus" che dal 2009 hanno infettato oltre un milione di computer e rubato più di 100 milioni di dollari. Tra le accuse: cospirazione, frode su Internet, riciclaggio. Cremlino, nessun accordo di estradizione

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MOSCA - Trentatré anni, tre pseudonimi (lucky12345, slavik, Pollingsoo) e una taglia da tre milioni di dollari. Dietro quest'apoteosi del tre si nasconde il russo Evgenij Mikhailovich Bogachev, il "cybercriminale più ricercato al mondo" dall'Fbi che, infettando migliaia di computer, è riuscito a rubare centinaia di milioni di dollari. Secondo il quotidiano statunitense New York Times, le sue attività criminali non si sarebbero però limitate a questo. Bogachev sarebbe anche in combutta con l'intelligence russa e, non a caso, uno degli individui sanzionati dall'amministrazione Obama nel dicembre 2016 in risposta ai presunti hackeraggi russi per influenzare l'esito delle presidenziali americane.
 
Il malware che rubava i dati bancari. Secondo l'Fbi, Bogachev è la mente dei malware "Zeus" e "GameOver Zeus" che, a partire dal 2009, hanno infettato oltre un milione di computer di ignari utenti - da un dipartimento di polizia del Massachusetts a una tribù di nativi americani a Washington - e sottratto credenziali e password usate per rubare oltre 100 milioni di dollari dai loro conti bancari. Tra le accuse mosse dall'Fbi contro Bogachev quelle di cospirazione, frode su Internet, frode bancaria e riciclaggio di denaro sporco.
 
La vita nel lusso. Grazie al suo malware pressoché inviolabile, Bogachev ha accumulato una fortuna. Fonti ucraine citate dal Nyt sostengono che a un certo punto possedesse due ville in Francia e una flotta di auto disseminate in tutta Europa così che non dovesse mai noleggiare una vettura mentre viaggiava usando tre passaporti con tre diversi "alias". Bogachev possederebbe tuttora una collezione di automobili sportive di lusso, ma la sua preferita sarebbe una Jeep Grand Cherokee. Il che non stupisce affatto a vedere la foto che lo ritrae con un gatto del Bengala in braccio mentre indossa un pigiama leopardato e occhiali da sole tra le pareti domestiche. Tra i "segni particolari" nel suo profilo web da "most wanted", l'Fbi sottolinea la sua passione per la vela e il fatto che possegga uno yacht. Ultimo avvistamento ad Anapa, centro di villeggiatura sulla Costa del Mar Nero.
 
I rapporti con i servizi russi. Quando lo scorso dicembre l'amministrazione Obama annunciò sanzioni contro Bogachev, la motivazione ufficiale fu il suo passato criminale, niente di correlato con l'hackeraggio del Comitato democratico nazionale alla vigilia delle presidenziali americane. Per gli analisti interpellati dal Times, però, non ci sarebbero dubbi che Bogachev sia un "doppiolavorista" che, su richiesta dell'Fsb, i servizi segreti russi, si occuperebbe "di spionaggio". Ad alimentare i sospetti sarebbero le chiavi di ricerca usate dalla rete criminale di Bogachev: "consegna d'armi" quando nel 2013 l'amministrazione Obama aveva acconsentito ad armare i ribelli siriani; informazioni sui funzionari ucraini alla vigilia dell'intervento russo nel Paese; "Dipartimento di Difesa" tra il 2013 e il 2014. Chiavi inusuali, secondo gli esperti, negli schemi di cyberfrode, correlabili semmai ad attività di spionaggio.
 
La replica russa. Già in passato l'Fbi ha più volte sospettato che i servizi russi reclutassero i cybercriminali da loro ricercati sul "dark web" o sui forum dedicati alle tecniche di frode informatica. Provarlo, ammette il New York Times, è "duro". La "prova più potente" della connivenza di Bogachev con l'Fsb sarebbe il fatto che egli sia ancora latitante e sembra viva indisturbato ad Anapa, da dove ogni tanto viaggerebbe in Crimea, la penisola autoannessa alla Russia nel 2014. Mosca però non ha alcun accordo di estradizione con gli Stati Uniti e si difende dicendo che, finché Bogachev non commetterà un crimine sul territorio russo, non ha motivo di arrestarlo.