Esteri

Ungheria, il secondo muro anti migranti pronto già a maggio

Costruzione a tempo record per la nuova fortificazione lungo il confine. "Non è saggio affidarsi alla Turchia", ha detto Orbán

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Budapest ha fretta di costruire il suo muro-bis anti-migranti a tempo di record. La seconda barriera protettiva lungo tutto il confine con la Serbia sarà ultimata entro maggio. Lo ha detto il popolare premier nazionalconservatore ungherese, Viktor Orbán, parlando stamane alla radio nazionale magiara.

La barriera aggiuntiva, ha spiegato il leader magiaro, è necessaria perché "riteniamo che non sia una decisione saggia affidarsi alla Turchia per arrestare le prossime ondate migratorie, nel momento in cui la Ue critica Ankara, la definisce non democratica, è coinvolta in continue polemiche con la leadership turca".

La seconda barriera antimigranti ungherese sorgerà appena alle spalle di quella già esistente, che fu costruita a partire dall'estate del 2015 quando la grande ondata migratoria raggiunse il culmine.

La barriera-bis è definita "sistema intelligente" dalle fonti ufficiali ungheresi. Sarà dotata di tecnologie avanzatissime, persino di sensori capaci di percepire ogni persona, montati uno ogni circa 15 centimetri lungo l'alto reticolato. Con la nuova barriera, ha sottolineato Orbán, "saremo in grado di arrestare qualsiasi ondata migratoria, di qualsiasi entità".

Reparti di polizia, guardia di frontiera e del piccolo ma moderno efficiente esercito ungherese (Honvedség) presidiano già in forze in confine, con apparati a raggi infrarosso e altri sistemi di visori notturni, jeep Hummer, elicotteri, ogni sistema d'arma. Alcune organizzazioni non governative hanno recentemente accusato le forze di sicurezza magiare di sistematici pestaggi e maltrattamenti di profughi, ma senza fornire prove concrete a parte alcune foto di persone con gli occhi irritati dallo spray al pepe.

Nel frattempo il Parlamento magiaro ha approvato la legge che dispone il fermo automatico di chiunque entri nel territorio nazionale per chiedere asilo, e l'internamento dei fermati in grandi centri di raccolta presso il confine, dove profughi e migranti vengono alloggiati in grandi container a uso abitativo costruiti a schiera.