Esteri

Usa, Ivanka Trump ci ripensa: lavorerà con papà Donald

La "first daughter", che aveva detto che non avrebbe svolto alcun ruolo formale, ha ottenuto un ufficio al secondo piano della West Wing della Casa Bianca. Non percepirà compenso ma avrà accesso ai dati sensibili e usufruirà di telefoni e computer governativi criptati

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UN ufficio al secondo piano della West Wing, l'ala nobile della Casa Bianca, il centro nevralgico del potere americano: è quello che ha appena ottenuto la "first daughter" Ivanka Trump, la figlia prediletta di The Donald. Sì, proprio quella figlia prediletta che dopo essersi trasferita a Washington con marito e figlio dicendo che non avrebbe svolto alcun ruolo formale (e aver postato in rete il video del piccolo Theodore che gattonava nella Sala Ovale, subito diventato virale) la settimana scorsa ha fatto alzare più d'un sopracciglio per la sua presenza a importanti meeting formali compreso quello con gli imprenditori tedeschi, seduta a favore di fotografi proprio al fianco di Angela Merkel.

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Ora che anche Ivanka ha messo definitivamente piede nel palazzo più importante di Washington davvero manca solo il nome Trump sul colonnato d'ingresso alla Casa Bianca: sì, perché dopo il marito Jared Kushner - il costruttore ebreo ortodosso diventato uno dei più stretti consiglieri del presidente - anche la bionda stilista lavorerà vicinissimo al padre. Il suo ufficio al secondo piano è infatti proprio sopra quelli del presidente: e, a significare che Ivanka tifa per l'ala "moderata" dell'amministrazione le è stato dedicato uno spazio giusto affianco a quella della consigliera Dina Powell, l'ex Goldman Sachs egiziano-americana recentemente entrata nel Consiglio di Sicurezza, che secondo i bene informati sarebbe a capo della fronda che cerca di limitare il potere dell'influente Steven Bannon, lo stratega di estrema destra, anche lui nel Consiglio di Sicurezza.

Certo, la "first daughter" che fino ad ora si è occupata soprattutto di vestiti e profumi (tanto che nel riportare la notizia Politico ironizza: "Ivanka apre un negozio alla Casa Bianca") non avrà nessun ruolo ufficiale e nemmeno sarà pagata. Anche perché una legge anti nepotismo del 1967 proibisce al Presidente degli Stati Uniti di assumere parenti e già la nomina di suo marito Jared a consigliere, pur approvata dal Dipartimento di giustizia, non è piaciuta a molti. Ivanka avrà però accesso alle informazioni riservate e sarà dotata di telefoni e computer governativi criptati: sarà insomma nelle migliori condizioni per estendere il suo campo d'influenza nei confronti del padre, senza nemmeno dover prestare giuramento di fedeltà alla costituzione. Certo, lei fa sapere che ha intenzione di sottoporsi alle stesse regole etiche di tutti gli altri dipendenti della Casa Bianca: ma è una intenzione, appunto, non un obbligo. Tanto più che già da tempo ci si interroga se sia etico avere vicino al Presidente qualcuno che veste solo con gli abiti e i gadget della propria griffe, le cui vendite - a dispetto del boicottaggio lanciato dal sito Grab your wallet che denuncia tutte le aziende che hanno legami con i Trump - da quando The Donald è alla Casa Bianca, sono cresciute.

Secondo quanto rivelato dal suo avvocato Jamie Gorelick ai media americani, il ruolo della secondogenita del presidente sarà quello di essere "gli occhi e le orecchie" di President Trump: una consigliera a tutti gli effetti, insomma, il cui campo d'influenza non si limiterà dunque al solo "rafforzare il ruolo delle donne" come da lei precedentemente annunciato. ma che metterà - è proprio il caso di dirlo - bocca su tutto. Come ha sempre fatto: prima nell'azienda di famiglia, poi come partner del padre nel reality show "L'Apprendista". D'altronde a Washington sono tanti a pensare che le ambizioni di Ivanka e Jared guardino molto in là. I due fanno pratica politica, guardando al futuro: il loro. Un futuro alla Casa Bianca, nell'ufficio nobile dello Studio Ovale.