Usa - fuga al buio, con una bambola e una valigia: i rifugiati cercano asilo in Canada
Sbuca dal buio, nel gelo della notte. E' un uomo sudanese che viene da Plattsburgh, New York. Il poliziotto di guardia gli punta contro una torcia gridando di fermarsi. ''Devo solo mettermi al sicuro'', replica l'uomo. Il confine è quello di Hemmingford, in Quebec. Le temperature raggiungono i -15 gradi sottozero, ma il flusso di persone che cerca di superare la frontiera con gli Stati Uniti non si ferma. C'è una bambina con una piccola valigia rosa e una bambola sotto braccio. Insieme a lei ci sono sua madre e suo fratello. E poi ancora una famiglia turca. Poi un'altra con cinque bambini. Arrivano a piedi o in taxi, vogliono lasciare gli Usa sotto la minaccia delle politiche migratorie del neo presidente Trump. Secondo la polizia canadese sarebbero 1.134 le persone che in un mese hanno cercato di oltrepassare il confine: l'accordo Safe Third Country vieta alla maggior parte dei migranti che hanno già cercato asilo negli Stati Uniti di fare domanda in Canada, ma questo è valido solo nei confini ufficiali. Basta cercare un altro varco lungo i 5mila chilometri che separano i due Paesi per provare a essere accettati. Curtis Seymour lavora come tassista in una zona al confine tra i due stati, e intervistato dall'agenzia Reuters spiega: ''Io dico sempre a queste persone 'Sarete arrestati'. Ma loro mi rispondo che va bene così, che vogliono solo entrare in Canada e che non hanno scelta''. Nella galleria il reportage della fotografa Christine Muschi