Esteri

Dazi, la Germania replica a Trump: "La Ue dovrebbe denunciare gli Usa al Wto"

Il vicecancelliere e ministro degli Esteri, Sigmar Gabriel, evoca scenari di guerra commerciale con gli Stati Uniti, partendo dal settore dell'acciaio

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BERLINO - È sempre più concreto il rischio di una guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa. E rischia di partire da uno sei settori più cruciali, quello dell'acciaio. Dopo l'accusa americana di dumping sui prezzi nei confronti di cinque Paesi dell'Unione europea, il vicecancelliere tedesco, Sigmar Gabriel, ha minacciato stamane di denunciare gli Stati Uniti all'organizzazione mondiale del commercio, il WTO. "La Ue dovrebbe denunciare gli Stati Uniti al WTO per l'intenzione di imporre dazi sulle importazioni dell'acciaio" dai partner dell'Ue ha dichiarato il ministro degli Esteri. 

La denuncia, che può essere presentata soltanto dall'Ue e non da singoli Paesi, era stata già ventilata a più riprese dalla Germania, anche in apertura del più difficile G20 finanziario di sempre, due settimane fa. Nel comunicato finale, Washington aveva insistito attraverso il Segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, di togliere ogni riferimento critico al protezionismo. Già allora la ministra dell'Economia, Brigitte Zypries, aveva minacciato di denunciare gli Stati Uniti al Wto.

Ma è proprio su questo versante, quello dell'isolazionismo commerciale, che Donald Trump sta evidentemente concentrando i suoi sforzi, dopo i clamorosi fallimenti delle ultime settimane sul fronte dell'Obamacare e del bando sui Paesi musulmani.

Ieri il segretario al Commercio americano, Wilbur Ross, aveva detto di ritenere l'industria americana "sotto l'attacco dei produttori stranieri che esportano sotto prezzo e sono sovvenzionati dagli Stati". Uno studio avrebbe rilevato che la lega proveniente da Germania, Italia, Austria, Francia e Belgio non sarebbe stata venduta a un "prezzo equo" agli Stati Uniti. Gli altri Paesi che rischiano un balzello alla frontiera sull'acciaio sono il Giappone, la Corea del Sud e Taiwan. 

In base al documento, Washington potrebbe decidere oggi attraverso un decreto presidenziale di imporre dazi pesanti. In base ai calcoli dello studio si potrebbe trattare di percentuali tra il 3,62 e il 148,02% del valore delle importazioni. Una botta che rischia di colpire soprattutto la Germania: su 732 milioni di dollari di acciaio importato nel 2015, ben 196,2 milioni provengono dal Paese di Angela Merkel, un quarto del totale.