Esteri

Iran, sorpresa Ahmadinejad: otto anni dopo si ricandida alla presidenza

Ahmadinejad e Baghaei (ap)
L'ex presidente si è registrato per il voto del 19 maggio
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Alle sorprese Mahmoud Ahmadinejad aveva abituato il mondo per ben otto anni. E l'ex presidente dell'Iran continua a farlo, dopo quattro anni di silenzio, annunciando il suo ritorno: sarà candidato alle prossime elezioni presidenziali del 19 maggio.

Una decisione inaspettata in quanto, appena una settimana fa, lo stesso Ahmadinejad aveva annunciato che non si sarebbe ricandidato e che avrebbe appoggiato la corsa di Hamid Baqaei, già vice presidente durante i suoi due mandati dal 2005 al 2013. 

"Non ho intenzione di correre per la presidenza - aveva dichiarato il 5 aprile - e sostengo Baqaei come candidato più qualificato". In realtà anche il fedelissimo Baqaei ha avanzato la candidatura ufficiale presentandosi alla firma con lo stesso Ahmadinejad, entrambi a braccia alzate in segno di vittoria.

Quale strategia ci sia dietro il ritorno sulla scena politica del personaggio più controverso dell'era khomeinista è ancora difficile dirlo. Ma è certo che la candidatura di Ahmadinejad, paladino dell'ala più conservatrice e popolare dell'Iran, è destinata a creare un nuovo equilibrio nel contesto elettorale.

Tanto più che la sua è una decisione in contrasto con il pensiero della Guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Sayyed Ali Khamenei, che aveva consigliato ad Ahmadinejad di non correre per la presidenza, in quanto la sua candidatura avrebbe potuto creare una forte 'polarizzazione' con conseguenti divisioni nel Paese. Un consiglio evidentemente dettato anche da quanto avvenne nel 2009, dopo la contestata rielezione di Ahmadinejad, con scontri e violenze che provocarono - secondo i dati ufficiali - oltre 40 morti e 5.000 arresti.

Su queste elezioni si farà sentire inoltre, per la prima volta, la mancanza di Ali Akbar Hashemi Rafsanjani, uno del padri della Rivoluzione islamica e grande regista e mediatore politico, scomparso nel gennaio scorso.
Finora i due politici di più alto profilo ad aver annunciato la candidatura sono stati il presidente uscente, Hassan Rohani, e il custode del Santuario dell'Imam Ali Reza, Ebrahim Raesi. Entrambi non hanno però ancora registrato i nomi al ministero, dove sono state presentate al momento 287 candidature. Tra i candidati ci sono 13 donne, il candidato più anziano ha 79 anni, il più giovane 18.