Mosul, suona il violino tra le rovine della moschea: il musicista che sfida l'Isis
Ameen Mokdad si posiziona tra quel che rimane dell'antica moschea di Mosul dedicata al profeta Giona, sito venerato sia dai musulmani che dai cristiani e inizia a suonare il suo violino. Alcune guardie armate controllano la situazione. E' la prima volta che il ragazzo si esibisce in pubblico da quando, nel giugno del 2014, l'Isis conquistò il controllo della città irachena proibendo qualsiasi tipo di musica, invisa alla rigida interpretazione dell'Islam sunnita adottata dal Califfato. Prima di fuggire con la famiglia a Baghdad, Ameen, che ha 28 anni, nascose i suoi strumenti nella cantina di casa, sperando che l'occupazione durasse pochi mesi. "Non potevo più stare senza la mia musica, così decisi di andare a riprendermi i miei figli: tre violini, due chitarre e un violoncello", racconta al Telegraph. Rischiando la vita. "Rimasi nella mia casa a Mosul, a suonare 'in silenzio'. Sigillando le finestre per non farmi sentire. Una vita senza musica è impensabile", Ma nel luglio del 2016, l'hisba, la polizia religiosa, lo ha trovato: "Hanno preso i miei strumenti, i miei CD, mi hanno detto che sarebbero tornati per insegnarmi i mali della musica. Sono scapapto via. E ora finalmente torno a suonare senza paura nella mia Mosul. La musica è una bellissima cosa. Chi si oppone alla musica è una persona meschina". L'evento è stato pubblicizzato sui social network e ha attirato una piccola folla. Un gesto coraggioso considerato che in città i combattimenti continuano