"Gabriele ha ricominciato a bere, ma rifiuta di assumere vitamine e ha chiesto e ottenuto che sia costantemente monitorato da un medico" precisa la legale, intervenuta al presidio per la liberazione del reporter organizzato davanti al Quirinale, aggiungendo che il giornalista ha ribadito, nel corso della telefonata avuta con la compagna Alexandra D'Onofrio, la richiesta "di essere liberato e di poter tornare a casa" perché "ad oggi non sono note le ragioni del protrarsi del suo trattenimento né i motivi del ritardo del suo rimpatrio verso l'Italia".
Alexandra, la compagna di Del Grande: ''La sua prima telefonata, arrabbiato in isolamento''
Arrestato il 9 aprile lungo il confine con la Siria, Gabriele Del Grande è rinchiuso dal 13 aprile nel Ggm (Geri gonderme merkezi, letteralmente "centro di espulsione") di Mugla, dove è stato trasferito dal centro di Hatay. Il suo sciopero della fame e della sete è cominciato martedì scorso, dopo aver trascorso giorni e giorni aspettando di sapere almeno da quale accusa difendersi. Era arrivato in Turchia con l'idea di realizzare un approfondimento sui profughi siriani. Arrivato al confine, nella provincia sud orientale di Hatay era stato bloccato il 9 aprile dalla polizia. E di lui per dieci giorni si erano letteralmente perse le tracce, fino a quando non è riuscito a telefonare alla compagna annunciando di aver iniziato lo sciopero della fame. "Gabriele era in Turchia per scrivere un libro - ricorda l'avvocatessa Ballerini -, non svolgeva alcuna attività illecita né tantomeno pericolosa. Auspichiamo che qualsiasi errore di valutazione sulla sua persona e sul suo lavoro possa essere immediatamente chiarito, grazie anche al'avvenuta nomina dell'avvocato, e Gabriele possa finalmente essere rimesso in libertà e tornare dalla sua famiglia".
Roma, presidio #iostocongabriele per chiedere la liberazione di Del Grande
Numerose presenze al presidio #iostocongabriele nei pressi del Quirinale in Via del Mazzarino angolo via 24 maggio, a Roma. L'iniziativa è una delle tante iniziative organizzate per Gabriele Del Grande, il giornalista e documentarista italiano di 35 anni che dal dieci aprile si trova in un carcere turco. "Il fermo e la detenzione di Gabriele Del Grande ci preoccupano e sono una violazione dei diritti di un cittadino italiano che non ha commesso nessun reato - affermano gli organizzatori - Gabriele Del Grande da anni si occupa del tema delle migrazioni, lo fa attraverso il suo mestiere, lo fa cercando di raccontare quella parte di mondo rappresentato da uomini e donne che cercano di scappare da guerre, e che chiedono all'unione europea accoglienza e forse un destino diverso. Non esiste motivo alcuno perché la Turchia lo tenga ancora in trattenimento e non abbia dato seguito alla sua scarcerazione e rientro in Italia. La società civile italiana, la sua famiglia, i cittadini italiani così come le istituzioni italiane si stanno mobilitando ed organizzando presidi in diverse piazze italiane perché la sua vicenda si concluda con la sua liberazione ed il suo rientro in patria subito". Al presidio hanno aderito diverse associazioni di giornalisti, attivisti per i diritti ed esponenti politici.
Gabriele Del Grande sta sperimentando sulla sua pelle la condizione di migliaia di persone recluse dopo il fallito golpe del luglio dello scorso anno, a seguito delle "purghe" avviate assieme allo stato d'emergenza dal presidente Recep Tayyp Erdogan, fresco vincitore in un referendum dall'esito contestato dalle opposizioni che farà della Turchia una Repubblica presidenziale, consentendogli di raccogliere nelle sue mani un potere al limite dell'assoluto e privo di qualsiasi contrappeso. Arresti a catena che hanno colpito militari, avvocati, magistrati, docenti e soprattutto i giornalisti, la più acuminata spina nel fianco del leader. Tutti in cella da mesi anche solo sulla base di un sospetto, senza contatti e senza diritti.
Una situazione su cui invita a riflettere la presidente della Camera Laura Boldrini, in relazione a un sempre più difficile processo di integrazione della Turchia nell'Unione europea. "Se l'Europa rappresenta un valore aggiunto come continente - spiega - è di essere la patria dello Stato di diritto. Si rifletta allora molto seriamente su come gestire il rapporto con la Turchia. Paese che attraversa una fase molto delicata, in cui stanno succedendo cose molto preoccupanti", con l'incarcerazione appunto di giornalisti, magistrati, insegnanti. La presidente della Camera ribadisce l'ausipicio cturchiahe la situazione di Gabriele Del Grande "venga chiarita e lui venga liberato, non stava facendo niente di illegale". E sulla vicenda, assicura Boldrini, c'è "tutta la sensibilità istituzionale" dell'Italia.