Macron, chi è l'uomo col cappello che ha rubato la scena al presidente
di KATIA RICCARDI
(reuters)
Sul palco del Louvre il giorno dell'elezione, di fronte a 15mila persone e in mondovisione, è stato il più notato. Col suo berretto e la maglietta a maniche corte. Il mondo a chiedersi chi fosse. Il suo nome è Morgan Simon, ed è un giovane ed entusiasta attivista di Nantes che ha collaborato alla campagna elettorale
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SUL PALCO solenne dopo la vittoria, l'ottavo presidente di Francia Emmanuel Macron, tiene il suo discorso in mondovisione. Parla, saluta la folla che lo acclama, 15mila persone, forse di più, elegantissimo, impeccabile, giovane. E alla fine sul palco lo raggiunge la sua famiglia. Sale prima la moglie Brigitte. I figli di lei, una serie di nipoti, amici, un numero imprecisato di persone dentro le quali Macron quasi sparisce. Cantano l'inno tutti insieme in una specie di allegro, caotico, Live Aid.
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La moglie del nuovo presidente francese Brigitte Macron è salita sul palco della piazza del Louvre per salutare i sostenitori che l'hanno accolta con un applauso, cantando la Marsigliese. Emmanuel Macron l'ha presa per mano e la nuova première dame è apparsa commossa. Poi l'hanno raggiunta i tre figli con i sette nipoti e numerosi amici della coppia Macron. La nuova famiglia presidenziale si è così presentata ai francesi
Su tutti, proprio dietro ciò che resta di Macron, un po' spostato sulla destra, spicca un berretto, un cappellino con visiera americana alla Michael Moore. Lo indossa un uomo con la t-shirt bordeaux, il naso un po' arrossato dal freddo di una notte parigina a maniche corte. È alto, grosso. Canta con tutti gli altri la Marseillaise. E tutto il mondo a chiedersi, ma chi sarà l'uomo col cappello, "qui est le mec à la casquette"?
L'uomo col cappello è un giovane attivista. Sui social network il suo nome è Morgan Simon e vive a Nantes dove gestisce un franchising di Pizza Hut. Il suo ruolo per Macron era per il dipartimento della Loire-Atlantique, come responsabile della mobilitazione per la campagna presidenziale. Un volontario entusiasta e operativo. Presente dall'inizio dell'avventura del nuovo presidente con il movimento En Marche!.
Che salisse sul palco insieme a figli e nipoti della famiglia presidenziale è stato un caso senza premeditazione: "Il team di Macron cercava persone che salissero a cantare la Marsigliese", ha raccontato in un'intervista, "è stato tutto velocissimo, mi sono messo dietro di lui senza rendermi conto di essere nel campo visivo della telecamera".
Ma ne è felice, non tanto per la visibilità, quanto più per aver avuto l'occasione di congratularsi di persona con Macron, e di stringergli la mano. "È stato il culmine di tutti i nostri sforzi per il nostro candidato", ha detto Morgan Simon. L'attivista col cappello. L'uomo del presidente, e da ieri uno di famiglia.
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