Esteri

Hirsi Ali: "Trump smentisce le sue promesse"

L'attivista e autrice somalo-olandese: "Riad è il maggior sponsor del jihadismo nel mondo. L'opposto di ciò che dice di volere Donald"

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"TRUMP ha costruito tutta la sua campagna elettorale sulla lotta all'Islam radicale e all'Isis. Cosa che sinora non ha fatto. Anzi, rinsalda l'alleanza con l'Arabia Saudita, che è il maggior sponsor dell'estremismo islamico nel mondo". Ayaan Hirsi Ali non ha dubbi: Trump sta sbagliando tutto, si sta rimangiando le promesse. Anche per questo la solenne celebrazione della storica alleanza tra Stati Uniti e Riad secondo lei durerà poco. "Prima o poi ci sarà uno scontro", prevede l'intellettuale, scrittrice e attivista somalo-olandese che da anni vive negli Stati Uniti dopo le minacce di morte ricevute in Europa. Per Hirsi Ali, da sempre molto critica con l'Islam e co-autrice del contestatissimo film sulla violenza sulle donne Submission di Theo Van Gogh poi sgozzato ad Amsterdam nel 2004 da un jihadista, Trump sta giocando con il fuoco.

Perché Hirsi Ali?
"Perché i due Paesi hanno agende totalmente differenti. Trump, almeno a parole, è molto diverso da Obama: se il suo predecessore non legava mai il terrorismo islamico alla parola Islam, Trump ha sempre detto che alla base del terrorismo jihadista c'è un'ideologia, quella dell'Islam radicale, simile al fascismo e al comunismo. Sono d'accordo con lui. Ma mi sembra che Trump non si stia distaccando molto dalle amministrazioni precedenti".

A cosa si riferisce?
"In primis, ai "muslim ban" di Trump contro l'immigrazione che non affrontano il problema dell'Islam radicale, basti pensare che Riad è stata esclusa dalla lista nera. E soprattutto, mentre Trump vuole limitare l'espansione dell'estremismo politico islamico, l'alleata Arabia Saudita fa esattamente l'opposto: vuole espanderla sempre più nel mondo tramite la Dawa (il proselitismo islamico, ndr). Basti vedere quello che accade in Africa (Somalia, Kenya, Malawi, Burundi), ma anche in Europa e Stati Uniti. Negli anni 80 in questi paesi l'influenza di Riad era molto limitata, oggi invece moltissimi musulmani vanno nelle scuole, associazioni e istituzioni islamiche promosse dall'Arabia Saudita, in cui incorporano la sua visione estremista dell'Islam".

Cosa dovrebbe fare Trump? Oggi pronuncerà il suo attesissimo discorso sull'Islam.
"Primo: dire basta alla diffusione dell'ideologia wahabita e salafita (due rami fondamentalisti dell'Islam sunnita, ndr) propagata da Riad. Secondo: bloccare il flusso di denaro saudita che finanzia moschee e centri islamici nel mondo e non permettere l'apertura di questi ultimi se i fondi arrivano dall'estero. Terzo: avere il coraggio di dire che la stessa saudita Università di Medina, "la città del Profeta", è diventata un hub del jihadismo nel mondo".

Difficile che Trump lo faccia. Anzi, ha auspicato una Nato araba, con i sauditi in prima linea. E ieri ha firmato con Riad un contratto ricchissimo di armamenti.
"Quella della "Nato araba" è un'idea orrenda e brutale. Dare un ruolo così importante e una valanga di armi alla teocratica Arabia Saudita provocherà ancora più instabilità nell'area. E sarà una minaccia pericolosissima per Israele".