Attentato a Manchester, la città è sotto shock ma non si arrende al terrore
Enrico Franceschini , dal nostro inviato ENRICO FRANCESCHINIUna cappa di piombo, il dolore ma anche la voglia di opporsi. "Uniti uno all'altro" recita lo striscione di religiosi di fedi diverse. E la gente nelle strade si impegna a vincere la battaglia contro la paura
MANCHESTER - Una giornata di sole e cielo azzurro, ma con una cappa di piombo sulla città. Attorno alla Manchester Arena e a tutta l'area circostante, completamente chiuse al traffico dai cordoni della polizia, stazionano giornalisti e cameramen. Tantissimi i messaggi di cordoglio per la strage di ieri sera: fiori, biglietti, cartoline e candele. Una processione ininterrotta di gente che ha reso omaggio in silenzio alle vittime e che è andata avanti per tutto il giorno e anche quando ormai è calato il buio. In migliaia si sono riuniti per una veglia multietnica e multireligiosa ad Albert Square, davanti alla sede del municipio.
"Queste cose ti fanno capire quanto è preziosa la vita", dice Lidya, stringendo la manina della figlia Madison di 11 anni: erano anche loro al concerto di Ariana Grande, sono fuggite al momento dell'esplosione, si considerano salve per miracolo. "Un attacco codardo", lo ha definito la premier Theresa May,…
"Queste cose ti fanno capire quanto è preziosa la vita", dice Lidya, stringendo la manina della figlia Madison di 11 anni: erano anche loro al concerto di Ariana Grande, sono fuggite al momento dell'esplosione, si considerano salve per miracolo. "Un attacco codardo", lo ha definito la premier Theresa May,…
MANCHESTER - Una giornata di sole e cielo azzurro, ma con una cappa di piombo sulla città. Attorno alla Manchester Arena e a tutta l'area circostante, completamente chiuse al traffico dai cordoni della polizia, stazionano giornalisti e cameramen. Tantissimi i messaggi di cordoglio per la strage di ieri sera: fiori, biglietti, cartoline e candele. Una processione ininterrotta di gente che ha reso omaggio in silenzio alle vittime e che è andata avanti per tutto il giorno e anche quando ormai è calato il buio. In migliaia si sono riuniti per una veglia multietnica e multireligiosa ad Albert Square, davanti alla sede del municipio.
"Queste cose ti fanno capire quanto è preziosa la vita", dice Lidya, stringendo la manina della figlia Madison di 11 anni: erano anche loro al concerto di Ariana Grande, sono fuggite al momento dell'esplosione, si considerano salve per miracolo. "Un attacco codardo", lo ha definito la premier Theresa May, prima di riunirsi a Downing Street con il Cobra, il comitato delle emergenze nazionali, per poi venire qui a Manchester a incontrare i familiari delle vittime. Ventidue morti, sessanta feriti, il bilancio: molti giovanissimi, adolescenti, anche bambini, venuti a sentire la loro pop star preferita.
"Uniti uno all'altro contro il terrore", recita lo striscione alzato all'angolo di Blackfriars Street da un gruppo di religiosi: un rabbino ebreo, un mufti musulmano, un sacerdote cattolico e uno anglicano. Alle loro spalle anche la cattedrale di Manchester è cordonata dalle forze dell'ordine, per permettere alla squadra scientifica della polizia di recuperare ogni possibile indizio. Un allarme fa evacuare lo shopping center più grande della città, poi si scoprirà che era solo un pacco sospetto, non un'altra bomba. "Non ho paura", afferma John, 20 anni. "Continuerò ad andare ai concerti. Sono triste ma non mi arrendo".
Dalle prime ricostruzioni emerge la dinamica dei fatti: un kamikaze si è fatto esplodere alle 22 e 45 nella sala che collega Victoria Station, la stazione ferroviaria e del metrò, con la Manchester Arena. Era imbottito di esplosivo rudimentale ma pure di chiodi e bulloni, un mix letale. Ha colpito genitori che aspettavano i figli all'uscita del concerto e giovani che stavano lasciandolo. La rivendicazione dell'Isis è scontata: le indagini chiariranno se si è trattato di un lupo solitario o se aveva dei complici.
Andrew Burnham, il neo sindaco di Manchester, ex ministro ed ex deputato laburista eletto nelle amministrative di due settimane fa, ha organizzato per questa sera una veglia per le vittime.
Intanto una moschea a Oldham, nella cintura urbana di Manchester, è stata attaccata da qualcuno che ha dato fuoco alla porta: lo scrivono media britannici, fra cui il Daily Mail e il Daily Mirror, che aggiungono che la polizia sta indagando sull'episodio come un probabile crimine di odio: una vendetta. Secondo l'imam della moschea, Mohammad Saddiq "è una possibile ritorsione per quanto accaduto la scorsa notte, anche se non lo possiamo confermare"."Massacre", massacro, è il titolo a tutta pagina che campeggia sul Manchester Evening News, il locale quotidiano della sera. Nella città della rivoluzione industriale, che qui cominciò, della Rolls-Royce, che qui nacque, del calcio, che qui impazza nella rivalità fra United e City, la vita continua. Lo shock è stato tremendo, ci vorrà tempo a elaborare il dolore. "Quando si colpiscono i giovanissimi, il terrore è ancora più atroce", osserva monsignor John Arnold, vescovo cattolico di Manchester. L'ultima canzone che hanno ascoltato prima di morire, nel bis concesso da Ariana Grande, si intitolava One last time. Per loro è stata davvero l'ultima volta.
"Queste cose ti fanno capire quanto è preziosa la vita", dice Lidya, stringendo la manina della figlia Madison di 11 anni: erano anche loro al concerto di Ariana Grande, sono fuggite al momento dell'esplosione, si considerano salve per miracolo. "Un attacco codardo", lo ha definito la premier Theresa May, prima di riunirsi a Downing Street con il Cobra, il comitato delle emergenze nazionali, per poi venire qui a Manchester a incontrare i familiari delle vittime. Ventidue morti, sessanta feriti, il bilancio: molti giovanissimi, adolescenti, anche bambini, venuti a sentire la loro pop star preferita.
"Uniti uno all'altro contro il terrore", recita lo striscione alzato all'angolo di Blackfriars Street da un gruppo di religiosi: un rabbino ebreo, un mufti musulmano, un sacerdote cattolico e uno anglicano. Alle loro spalle anche la cattedrale di Manchester è cordonata dalle forze dell'ordine, per permettere alla squadra scientifica della polizia di recuperare ogni possibile indizio. Un allarme fa evacuare lo shopping center più grande della città, poi si scoprirà che era solo un pacco sospetto, non un'altra bomba. "Non ho paura", afferma John, 20 anni. "Continuerò ad andare ai concerti. Sono triste ma non mi arrendo".
Dalle prime ricostruzioni emerge la dinamica dei fatti: un kamikaze si è fatto esplodere alle 22 e 45 nella sala che collega Victoria Station, la stazione ferroviaria e del metrò, con la Manchester Arena. Era imbottito di esplosivo rudimentale ma pure di chiodi e bulloni, un mix letale. Ha colpito genitori che aspettavano i figli all'uscita del concerto e giovani che stavano lasciandolo. La rivendicazione dell'Isis è scontata: le indagini chiariranno se si è trattato di un lupo solitario o se aveva dei complici.
Andrew Burnham, il neo sindaco di Manchester, ex ministro ed ex deputato laburista eletto nelle amministrative di due settimane fa, ha organizzato per questa sera una veglia per le vittime.
Intanto una moschea a Oldham, nella cintura urbana di Manchester, è stata attaccata da qualcuno che ha dato fuoco alla porta: lo scrivono media britannici, fra cui il Daily Mail e il Daily Mirror, che aggiungono che la polizia sta indagando sull'episodio come un probabile crimine di odio: una vendetta. Secondo l'imam della moschea, Mohammad Saddiq "è una possibile ritorsione per quanto accaduto la scorsa notte, anche se non lo possiamo confermare"."Massacre", massacro, è il titolo a tutta pagina che campeggia sul Manchester Evening News, il locale quotidiano della sera. Nella città della rivoluzione industriale, che qui cominciò, della Rolls-Royce, che qui nacque, del calcio, che qui impazza nella rivalità fra United e City, la vita continua. Lo shock è stato tremendo, ci vorrà tempo a elaborare il dolore. "Quando si colpiscono i giovanissimi, il terrore è ancora più atroce", osserva monsignor John Arnold, vescovo cattolico di Manchester. L'ultima canzone che hanno ascoltato prima di morire, nel bis concesso da Ariana Grande, si intitolava One last time. Per loro è stata davvero l'ultima volta.