Sale intanto la polemica sul mancato allarme e, forse, su qualche passo falso della security britannica: secondo il Telegraph, il 22enne britannico di origine libico era stato segnalato alle autorità dell'antiterrorismo britannico almeno cinque volte, ma non è stato fermato. In particolare il quotidiano spiega che anche alcuni amici del ragazzo avrebbero contattato le autorità dopo che il 22enne aveva detto loro che "essere un attentatore suicida era ok".
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Attentato a Manchester, i resti dell'ordigno pubblicati dal New York Times
Il New York Times ha pubblicato alcune immagini che mostrano i resti dell'ordigno utilizzato nell'attentato alla Manchester Arena. Rudimentale ma potente, con esplosivo trasportato in un barattolo di metallo, nascosto in una giacca o zaino di colore blu e attivato con un detonatore tenuto nella mano sinistra. Ecco gli scatti raccolti dagli inquirenti e diffusi dal quotidiano Usa
Gli ultimi arresti. Il primo è stato effettuato durante un blitz nella zona di Withington, un sobborgo di Manchester, il secondo in città. Nel corso delle perquisizioni la polizia ed i servizi di sicurezza avrebbero trovato materiale "adatto per un nuovo imminente attacchi". E' quanto scrive stamattina il quotidiano britannico Independent secondo il quale un ordigno è stato neutralizzato tramite un'esplosione controllata mentre fonti investigative ritengono concreta la possibilità che ci sia dell'altro esplosivo ancora da trovare. Sui media del Regno Unito l'ipotesi che circola è che l'appartamento perquisito ieri dagli agenti nel residence Granby House nel centro della città fungesse da luogo per la costruzione delle bombe. E a seguito di un arresto di ieri, è stato eseguito un blitz in un'abitazione nella cittadina di Wigan, a una quarantina di chilometri a nord di Manchester. E altre perquisizioni con gli artificieri sono state condotte nei sobborghi cittadini come Withington e Moss Side.
Le autorità erano anche al corrente del fatto che il padre di Abedi fosse un noto militante di un gruppo islamista in Libia, e che lo stesso Abedi avesse rapporti con diversi jihadisti britannici in contatto con lo stato islamico. Ieri il padre dell'attentatore è stato arrestato da una milizia libica a Tripoli, così come sono stati arrestati, separatamente, due fratelli del kamikaze, uno a Manchester e l'altro in Libia.
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Infine Akram Ramadan, 49 anni, membro della comunità libica presente nella zona sud di Manchester, ha rivelato che anche la moschea Didsbury, da cui era stato cacciato dopo che aveva cercato di introdursi nella moschea per leggere libri religiosi durante la notte, lo avrebbe segnalato alle autorità. Così come avevano fatto alcuni membri della famiglia del 22enne, stando a quanto riferito già ieri da fonti Usa, che lo aveva denunciato come "pericoloso".
Manchester, l'attentatore ripreso in un centro commerciale prima dell'attacco
Potrebbe essere l'attentatore Salman Abedi l'uomo ripreso dalle telecamere di sorveglianza nel centro commerciale Manchester Arndale il 19 maggio scorso. Nelle immagini, mandate in onda da Sky News, l'uomo indossava uno zaino con l'etichetta ancora attaccata: potrebbe trattarsi di quello utilizzato per l'attacco al concerto della pop star Ariana Grande, in cui 22 persone sono rimaste uccise
Secondo il quotidiano Der Tagesspiegel, Abedi avrebbe comunque lasciato Dusseldorf il 18 maggio per volare a Manchester. Gli 007 tedeschi hanno aperto una indagine per trovare eventuali legami tra Abedi ed elementi dell'estremismo tedesco. "Non è chiaro quanto tempo abbia trascorso in Germania", si afferma.
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Si tratterebbe del suo secondo viaggio in Germania: nel 2015 era volato da Francoforte al Regno Unito. Scotland Yard aveva detto alla polizia tedesca che Abedi era stato addestrato in Siria. "Dobbiamo capire se Abedi ha incontrato qualcuno in Germania che aveva incontrato in precedenza in Siria", ha detto a Focus un esperto della polizia tedesca. E nelle ultime 24 ore, intanto, sono stati arrestati in Germania - ripetutamente colpita da Isis - 4 sospetti estremisti islamisti. Non è chiaro se l'operazione abbia alcun legame con le indagini sull'attentato di Manchester.
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L'allerta nel Regno Unito. Da meno di 48 ore il governo ha portato l'allerta terrorismo a livello "critico", il più alto in una scala di 5, che significa che le autorità ritengono alta la possibilità di un attacco imminente. Il premier Theresa May, che oggi sara a Bruxelles per il summit Nato, ha anche deciso di abbreviare la sua presenza al G7 di Taormina limitandosi a partecipare solo alla riunione di venerdì tornando nella stessa serata a Londra. Il governo ha anche dato il via alla Operazione Temperer, preparata dopo l'attacco di Parigi del 13 novembre 2015 in cui un commando Isis massacrò 130 persone fra la sala concerti Bataclan e le strade della capitale francese. Il piano include lo schieramento migliaia di soldati, (fino a 3.800) nelle strade del Regno Unito e i primi mille sono stati posizionati nelle zone sensibili di Londra.
La "firma" dell'Isis. Il presidente della commissione Sicurezza interna della Camera Usa, il repubblicano Mike McCaul, sostiene che l'esplosivo usato per l'attentato di Manchester è il famigerato perossido di acetone (Tatp), lo stesso usato dal commando di Isis nell'attacco di Parigi e anche il 22 marzo 2016 a Bruxelles. Secondo McCaul c'è l'impronta di Isis nell'uso dello stessa sostanza "un classico usato dai terroristi" aggiungendo che quello di Manchester era un ordigno "così sofisticato" che potrebbe essere stato realizzato da qualcuno addestrato all'estero. Il tutto a conferma della pista che sta prendendo sempre più piede: è in azione non un "lupo solitario", ma un "network, una cellula di terroristi ispirati all'Isis".
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Crisi 007 dopo fuga di notizie. A Bruxelles, dove si trova per il vertice Nato, la premier May ha parlato col presidente Usa sulla fuga di notizie che ha portato alla clamorosa decisione della polizia di sospendere lo scambio di informazioni con gli Usa dopo la pubblicazione del New York Times delle fotografie scattate dalla polizia scientifica inglese che mostrano parti dell'ordigno usato nell'attentato. E Trump l'ha rassicurata che non succderà più, anche se il New York Times, il quotidiano messo più degli altri sotto accusa per la pubblicazione delle foto di parti dell'ordigno sul luogo dell'attentato, ha difeso la sua scelta: "Le immagini e le informazioni presentate non erano crude né irrispettose delle vittime - si legge in un comunicato del giornale americano - noi abbiamo delle linee guida su come coprire avvenimenti delicati. E la nostra copertura dell'attacco orribile di lunedì è stata sia completa che responsabile". Ma anche la ministra dell'interno britannico, Amber Rudd, aveva già espresso "irritazione" per la pubblicazione da parte dei media americani di dettagli sull'identità dell'attentatore, prima che la polizia britannica lo rivelasse ufficialmente. Così anche il sindaco-governatore di Manchester, il laburista Andy Burnham, che ha rivolto la sua protesta direttamente all'ambasciatore americano. "Questi leak sono del tutto inaccettabili e devono cessare immediatamente". Una fonte di Whitehall ha detto al Guardian: "Sono state presentate proteste a ogni livello di rapporti tra le autorità britanniche e le nostre controparti statunitensi. E' inaccettabile".
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