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Due nuovi arresti a Manchester. Ripresi i contatti fra intelligence britannica e Usa

Salgono così a nove le persone trattenute dalla polizia sulle 11 fermate in totale in relazione all'attentato di lunedì. Il killer suicida si preparava da oltre un anno. Intanto i laburisti recuperano terreno

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Due nuovi arresti a Manchester in relazione alla strage di lunedì, in cui hanno perso la vita 22 persone e decine sono i feriti. Il primo è avvenuto nel quartiere Moss Side, come riferisce un tweet della polizia di Manchester: "Questa mattina abbiamo effettuato diverse perquisizioni nell'area di St. Helens di Merseyside". Il secondo, annunciato in serata con un comunicato della polizia. Si tratta di un uomo di 44 anni, bloccato a Manchester nella centralissima zona di Rusholme. Il numero complessivo degli arresti portati a termine dalla sera della strage sale così a 11, con nove persone trattenute e due, un uomo e una donna, successivamente rilasciate.

Emergono nuove rivelazioni sull'attentatore, Salman Abedi: avrebbe preparato l'attacco per almeno un intero anno, acquistando chiodi e bulloni necessari a confezionare il suo micidiale ordigno in due distinte occasioni presso i cosiddetti DIY (negozi che vendono il necessario per i 'lavori fai da te') di Manchester. A rivelarlo è il quotidiano britannico Times. Secondo il quotidiano britannico il 22enne Salman Abedi aveva aperto un conto in banca già dodici mesi fa, ma non l'avrebbe mai usato se non per acquistare il necessario per la bomba a frammentazione che ha poi fatto esplodere nella Manchester Arena. Stando alle fonti citate dal "Times"Per non destare sospetti avrebbe acquistato separatamente, in due o più riprese, il materiale prima di partire per la Libia a metà aprile.

Abedi era rientrato da Tripoli cinque giorni prima dell'attacco, tornando a Manchester mercoledì della scorsa settimana via Istanbul e Duesseldorf. Quindi aveva affittato un appartamento per una settimana vicino alla stazione di Piccadilly, nel centro città, dove si ritiene abbia assemblato l'ordigno.
 

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E ora c'è preoccupazione per il weekend di festa in Gran Bretagna. Fonti della sicurezza hanno espresso al Telegraph il timore che Abedi abbia fabbricato più di un ordigno, a fronte dell'arsenale ritrovato durante la perquisizione della sua abitazione, ancora a disposizione di altri jihadisti presenti nel Paese. Il personale degli ospedali e dei centri traumatologici del Regno Unito è stato invitato a essere pronto a intervenire in caso di nuovi attentati anche se il ministro della Sicurezza Ben Wallace ha affermato che "non esistono minacce specifiche".

Intanto la polizia britannica ha ripreso a condividere informazioni con la controparte americana, dopo la sospensione annunciata ieri a seguito della fuga di notizie sulle indagini riguardanti l'attacco. Gli inquirenti inglesi avevano lamentato i continui leaks da parte della stampa statunitense, che aveva pubblicato importanti dettagli sulla dinamica dell'attentato. Il "disgelo" fra le due sponde dell'Atlantico è stato innescato dalle rassicurazioni ricevute dall'amministrazione americana. Ieri il presidente Donald Trump ha definito "molto preoccupante" la fuga di notizie, rassicurando la premier britannica Theresa May sulla propria intenzione di "andare a fondo di questo problema" perchè "la fuga di informazioni sensibili pone una grande minaccia alla nostra sicurezza nazionale".
 

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Dal punto di vista politico, prosegue nel frattempo, nella sorpresa dei grandi media britannici, la rimonta del Partito Laburista nei confronti di quello Conservatore a un paio di settimane dalle elezioni politiche dell'8 giugno. Lo conferma anche il primo sondaggio realizzato dall'autorevole istituto YouGov per il Times dopo il sanguinoso attentato di Manchester. La formazione di Jeremy Corbyn è data infatti a un eccellente 38% (3 punti in più della precedente rilevazione) mentre i Tories della premier Theresa May ne perdono uno e si assestano al 43. I LibDem filo-Ue sono invece al 10% e l'Ukip in caduta libera al 4.