Esteri

Usa, Flynn presenta al Senato documenti sul Russiagate

L'ex consigliere Mike Flynn (reuters)
L'ex consigliere per la sicurezza fa marcia indietro dopo il rifiuto alla commissione intelligence. Travolto dallo scandalo anche ex addetto stampa della Casa Bianca. E intanto Trump per arginare gli attacchi centralizza la comunicazione dopo l'addio di Dubke
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La tenaglia del Russiagate continua a pressare la Casa Bianca. Secondo quanto riportato dal Wall Streeet Journal, l'ex consigliere per la Sicurezza Mike Flynn ha dovuto fare un passo indietro e accettare di consegnare alla commissione intelligence del Senato documenti che riguardano lo scandalo sui rapporti con Mosca. Si tratta di carte che riguardano le aziende di Flynn e per le quali in un primo momento il consigliere del presidente aveva opposto un rifiuto davanti al mandato di consegna, invocando il quinto emendamento contro l'auto-incriminazione.

L'inchiesta in corso al Congresso americano coinvolge ora un altro nome della Casa Bianca: si tratta di un ex addetto stampa, Boris Epshteyn. Lo stesso Epshteyn ha confermato alla Abc di aver ricevuto richiesta di informazioni e di testimonianza da parte della commissione Intelligence della Camera, che guida uno dei filoni dell'inchiesta. L'ex collaboratore di Trump, 34enne di origini russe, ha fatto parte del gruppo di comunicazione della Casa Bianca fino allo scorso marzo, quando si è dimesso.

Per Donald Trump si tratta di un passaggio critico, che arriva all'indomani di uno scossone nello staff. Il capo della comunicazione, Mike Dubke, ha infatti formalizzato le proprie dimissioni già avanzate il 18 maggio e poi accantonate per permettere di coprire il primo viaggio all'estero del presidente. Il passo indietro è ufficialmente legato a "motivi personali", ma secondo quanto trapelato è pesata la difficoltà di arginare e gestire le esternazioni di Donald Trump. Resta in bilico invece il portavoce Sean Spicer, protyagonista di numerose gaffe: per lui si ridurrà il numero dei briefing  mentre la sua vice, Sara Sanders, potrebbe assumere un ruolo più centrale. In generale, comunque, il presidente sembra intenzionato a centralizzare la comunicvazione, proprio in vista degli ulteriori attacchi legati al caso Russiagate.