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Irlanda, Leo Varadkar sarà il nuovo premier. "Il pregiudizio non abita più qui. Opportunità per tutti"

Leo Varadkar (reuters)
Apertamente gay e di origini indiane, il 38enne ex ministro della Salute è stato eletto nuovo leader del Fine Gael, forza di maggioranza in Irlanda, subentrando così al premier (taoiseach in lingua gaelica) Enda Kenny, dimissionario dopo 15 anni
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DUBLINO -  Adesso è ufficiale. Leo Varadkar, 38enne, apertamente gay e di origini indiane, è stato eletto nuovo leader del partito di centrodestra Fine Gael, forza di maggioranza in Irlanda, subentrando così al premier (taoiseach in lingua gaelica) Enda Kenny, dimessosi dopo 15 anni alla guida del partito. Varadkar dovrebbe assumere l'incarico di primo ministro entro dieci giorni, diventando così il più giovane nella storia della Repubblica. Il Fine Gael su Twitter annuncia la vittoria di Varadkar, che con il 60% dei voti ha battuto il 44enne Simon Coveney. "Il pregiudizio non ha più presa nella Repubblica", ha dichiarato entusiasta Varadkar subito dopo la sua proclamazione e ha promesso di rendere il partito più "democratico, impegnato e inclusivo".
 L'elezione di Varadkar è sintomatica del profondo cambiamento che sta vivendo l'Irlanda con il cambiamento generazionale in corso nella sua…
DUBLINO -  Adesso è ufficiale. Leo Varadkar, 38enne, apertamente gay e di origini indiane, è stato eletto nuovo leader del partito di centrodestra Fine Gael, forza di maggioranza in Irlanda, subentrando così al premier (taoiseach in lingua gaelica) Enda Kenny, dimessosi dopo 15 anni alla guida del partito. Varadkar dovrebbe assumere l'incarico di primo ministro entro dieci giorni, diventando così il più giovane nella storia della Repubblica. Il Fine Gael su Twitter annuncia la vittoria di Varadkar, che con il 60% dei voti ha battuto il 44enne Simon Coveney. "Il pregiudizio non ha più presa nella Repubblica", ha dichiarato entusiasta Varadkar subito dopo la sua proclamazione e ha promesso di rendere il partito più "democratico, impegnato e inclusivo".
 L'elezione di Varadkar è sintomatica del profondo cambiamento che sta vivendo l'Irlanda con il cambiamento generazionale in corso nella sua classe politica. Il Paese, di profonde radici cattoliche, è stato tra gli ultimi in Europa a depenalizzare il "reato" di omosessualità, votando a favore del riconoscimento del matrimonio tra appartenenti allo stesso sesso solo nel 2015. E adesso, con l'elezione di Varadkar e la contestuale uscita di scena del vecchio leader Kenny e del ministro delle Finanze Michael Noonan, si aprono gli spazi per rinnovare i quadri di un'Irlanda che è anche una delle economie europee dalla crescita più veloce.
 
Molto emozionato, nel discorso con cui ha accettato la designazione dinanzi a una platea di sostenitori in festa Varadkar si è detto "onorato", ammettendo di avere peraltro dinanzi "una sfida enorme" da affrontare. Poi ha rivendicato la sua storia personale e le radici paterne. "Quando mio padre completò il suo viaggio di 5.000 miglia per costruire la sua nuova casa in Irlanda, dubito che abbia anche solo sognato di poter avere un giorno il proprio figlio leader di questo Paese". Il nuovo leader ha quindi reso omaggio al rivale di partito Coveney, invocando l'unità del Fine Gael e dell'Irlanda. "Facciamo sì - ha concluso Varadkar fra gli applausi - che la nostra missione, ora, sia fare della Repubblica una terra di opportunità per tutti".