Parigi, l'aggressore di Notre-Dame "non aveva mai mostrato segni di radicalizzazione"
Un poliziotto davanti Notre Dame (lapresse)
L'uomo che ieri ha ferito un poliziotto è agli arresti in ospedale. Il relatore della sua tesi: uno studente "agli antipodi di qualsiasi profilo jihadista" e che difendeva "i valori della democrazia"
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La Francia è convinta che l'aggressione a Notre-Dame sia stato "un atto isolato". Lo ha detto il portavoce del governo, Christophe Castaner. L'uomo, Farid Ikken, che ieri pomeriggio ha aggredito con un martello un poliziotto davanti alla cattedrale gridando "è per la Siria", non aveva dato "in alcun momento segni di radicalizzazione", ha aggiunto Castaner alla radio Rtl, sottolineando di non avere "altri elementi di inchiesta che questi". Ieri, il ministro degli interni Gerard Collomb aveva detto che l'uomo avrebbe agito da solo.
L'uomo è ora agli arresti, nell'ospedale dove era stato ricoverato dopo essere stato ferito dal fuoco degli agenti. Nel corso della perquisisizone nel suo appartamento a Cergy-Pontoise, periferia nord-occidentale di Parigi, è stato ritrovato un video di rivendicazione. Lo stesso Farid una volta a terra, colpito dagli spari degli altri poliziotti, aveva dichiarato: "Sono un soldato del califfato".
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Algerino di circa quarant'anni, dottorando in scienza dell'informazione all'università della Lorraine, Farid ha detto il preside dell'università, Pierre Mutzenhardt - scrive Le Monde - "preparava dal 2014 la sua tesi" di dottorato al Crem (Centro di ricerca sulle mediazioni) sul giornalismo e le elezioni nei Paesi dell'Africa del nord e "non mostrava niente di sospetto".
Era uno studente "agli antipodi di qualsiasi profilo jihadista" e che difendeva "i valori della democrazia", ha aggiunto il suo relatore di tesi, Arnaud Mercier, intervistato dall'agenzia France presse.
"Non l'ho mai sentito pronunciare parole di odio nei confronti di qualcuno, era piuttosto occidentalizzato", ha spiegato Mercier precisando che il 40anne "viveva di traduzioni dallo svedese all'arabo" ed era stato giornalista presso una radio svedese e collaboratore del quotidiano algerino Al-Watan, "non certo un quotidiano islamista".
Quanto alla sua pratica religiosa, secondo Mercier Farid "non rispettava il Ramadan, anche se non beveva alcool": "l'ultimo contatto con lui l'ho avuto nel giugno del 2016, gli avevo inviato una email alla quale non aveva risposto, il che non era abituale per lui".
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