Usa, Comey: "Trump e la sua amministrazione mi hanno diffamato e hanno mentito"
Comey si è detto "confuso" e "preoccupato" delle spiegazioni del suo licenziamento, che "prendendo in parola Trump" è dovuto al modo in cui dirigeva l'indagine sulla Russia. "Fino ad allora mi era stato ripetuto che stavo facendo un gran lavoro. Trump ha scelto di mentire e di diffamare me e l'Fbi", ha continuato.
La Casa Bianca ha affidato le sue prime reazioni alle parole della vice portavoce Sarah Huckabee Sanders: "Donald Trump non è un bugiardo", ha detto, aggiungendo che il presidente è impegnato a garantire che le elezioni vengano protette dell'interferenza di chiunque. Secondo il suo staff, Trump è soddisfatto di quanto emerso dall'audizione di Comey, che ha confermato che il presidente non è sotto inchiesta.
Lo stesso Trump, a margine di un incontro organizzato in un hotel di Washington da un'associazione religiosa, ha dichiarato ai suoi sostenitori: "Siamo sotto assedio, ma ne usciremo più forti che mai".
Trump: "Siamo sotto assedio, ma ne usciremo più forti"
Ma a una domanda sulla possibile collusione tra Trump e la Russia durante la campagna elettorale, Comey ha affermato di non poter rispondere, sottolineando che sarà l'indagine a chiarire la questione.
Le conversazioni con Trump. Incalzato dalle domande, Comey ha precisato che né Trump né il ministro della Giustizia Jeff Sessions gli chiesero di fermare l'inchiesta sul Russiagate. Gli venne chiesto solo di "lasciar andare" su Michael Flynn. Trump, dunque, "non ha espressamente chiesto" di far cadere le indagini dell'Fbi, ma ha detto di "sperare" che Comey "lasciasse correre". Parole interpretate da Comey "come una direzione" da seguire. Questa conversazione, in particolare, avvenne alla Casa Bianca dopo che Trump aveva chiesto a Sessions e Kuchner di allontanarsi dalla stanza, circostanza che già aveva messo a disagio e in allarme il capo dell'Fbi perché lasciava intuire un approccio impropriamente confidenziale da parte del presidente. Molti senatori hanno chiesto a Comey perché non ha reagito più fermamente e lui ha risposto: "Forse non sono stato abbastanza forte, ma in quei momenti ero più concentrato su quello che dovevo dire per non mettermi in una situazione sbagliata".
Comey ha raccontato di essere rimasto "sorpreso" e "innervosito" quando, in un incontro a gennaio, il presidente gli ha chiesto se volesse rimanere a capo dell'Agenzia. L'ex leader dell'Fbi ebbe allora la sensazione che Trump "volesse ottenere qualcosa in cambio della mia richiesta di restare in carica".
Comey ha ammesso di aver passato a un amico, giornalista del New York Times, il memo che aveva stilato sui loro incontri, dopo però aver lasciato l'incarico (e dunque da privato cittadino). Un gesto che potrebbe costargli caro, viste le minacce dei legali di Trump. Anche l'esistenza di note scritte è un'anomalia: Comey ha confessato di aver iniziato ad annotare le sue conversazioni con Trump, perché era "preoccupato che potesse mentire sulla natura dei nostri incontri". "Spero che ci siano davvero le registrazioni", ha continuato, facendo riferimento a un tweet in cui Trump lasciava intendere l'esistenza dei nastri dei loro incontri.
"Non sta a me dire se le conversazioni con il presidente erano un modo per ostruire la giustizia", ha detto Comey. L'ostruzione di giustizia è uno dei reati per il quale si potrebbe ricorrere all'impeachment del presidente.
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Comey parla al Senato, atmosfera da SuperBowl negli Usa
Giornata delicata negli Stati Uniti. James Comey, l'ex direttore dell'Fbi licenziato da Donald Trump a maggio mentre indagava sul Russiagate, ha testimoniato davanti alla Commissione intelligence del Senato. Al centro delle sue dichiarazioni, le interferenze di Mosca durante le elezioni presidenziali di novembre e il rapporto con il presidente americano. Se il Senato riconoscerà per il tycoon il reato di intralcio alla giustizia, il Congresso potrebbe votare l'impeachment. L'ex numero uno del Federal Bureau è stato ascoltato prima pubblicamente e poi a porte chiuse. Alla fine dell'audizione, è intervenuto Marc Kasowitz, avvocato personale di Trump, che ha spiegato il punto di vista del suo assistito. Nel frattempo, nel pieno della mattinata lavorativa, a Washington tante persone si sono radunate nei bar per ascoltare la deposizione di Comey, trasmessa da tutte le televisioni nazionali. Un'atmosfera simile a quella che annualmente si crea per il Super Bowl, la finale del campionato di football americano, di gran lunga l'evento più popolare in America
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Nel frattempo, nella capitale, molte persone si sono messe in fila al bar per assistere all'audizione, trasmessa in tv. Al punto che la giornata di oggi è stata ribattezzata il "Superbowl di Washington". Alla fine della testimonianza, Comey è stato nuovamente ascoltato, a porte chiuse. Se il Senato riconoscerà gli elementi per configurare il reato di intralcio alla giustizia, il Congresso potrebbe votare l'impeachment per il presidente.
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