Esteri

Giappone, arrestato per un omicidio commesso 46 anni fa

Masaaki Osaka è accusato di aver ucciso un poliziotto lanciando una molotov durante una manifestazione dell'estrema sinistra nel 1971

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Fuggiasco da una vita, Masaaki Osaka è stato alla fine arrestato dalla polizia di Tokyo per un crimine commesso 46 anni fa. Da allora, Osaka è accusato della morte di un agente per il lancio di una bottiglia molotov durante una manifestazione di protesta organizzata nella capitale dall'estrema sinistra. La sua latitanza record s'è conclusa il mese scorso, quando l'uomo è stato fermato a Hiroshima, in un appartamento del Chukaku-ha, il Partito comunista rivoluzionario giapponese, dopo una caccia durata quasi mezzo secolo e che ha coinvolto chissà quanti poliziotti o, verrebbe da dire, quante generazioni di poliziotti.

Dal giorno del suo arresto Osaka mantiene il silenzio. Le forze dell'ordine l'hanno in realtà scovato per caso. O meglio, è stato lui stesso a tradirsi. Quando hanno suonato all'appartamento dove alloggiava, l'ex estremista di sinistra si è rifiutato di aprire la porta ed è stato accusato di resistenza a pubblico ufficiale. Portato in un commissariato, è stato identificato utilizzando l'analisi del Dna poiché dell'accusato di quell'omicidio del 1971 non c'erano impronte digitali. La sua lunghissima fuga si spiega col fatto che Osaka sarebbe ancora uno dei leader del Partito comunista rivoluzionario e in questi decenni avrebbe goduto del sostegno di molti dei suoi iscritti e simpatizzanti, anche se negli ultimi quattro decenni l'intero Giappone è stato tappezzato di manifesti con sue foto da ricercato.

Il Partito comunista rivoluzionario nasce alla fine degli anni Cinquanta e fino agli anni Ottanta ha organizzato manifestazioni di piazza che hanno spesso avuto esiti violenti. Nel 1971 in una di queste dimostrazioni, in cui il partito protestava contro la presenza di basi militari americane sul territorio giapponese, Osaka avrebbe ucciso un poliziotto ventunenne nel quartiere Shibuya di Tokyo. Secondo gli inquirenti, l'ex super-latitante l'avrebbe prima aggredito con una chiave inglese per poi dargli fuoco con una molotov. Quindi, visto che dal 2010 in Giappone l'omicidio è un reato che per legge non può cadere in prescrizione, se riconosciuto colpevole Osaka pagherà per quel crimine commesso un'era fa.