Le ultime ore dei tre terroristi di London Bridge
Ecco le immagini dei materiali trovati addosso ai tre terroristi che hanno compiuto l'attacco a London Bridge, nel cuore di Londra, uccidendo 8 persone e ferendone altre 49, prima di essere colpiti a morte dagli agenti di polizia intervenuti. Il mistero dei coltelli rosa, delle borse piene di sabbia. E di quel Van noleggiato che, nelle intenzioni degli aggressori, doveva essere invece un vero e proprio camion oltre le 7,5 tonnellate, ma che non hanno potuto prendere via Internet perché si sono rifiutati di pagare con carta di credito.
Gli investigatori di Scotland Yard, infatti, si sono arenati. "Stiamo ancora cercando di scoprire in quale negozio della Gran Bretagna abbiano rimediato coltelli così fuori dal comune", ammette il comandante Dean Haydon, capo dell'Antiterrorismo della Metropolitan Police. "Chiunque sa qualcosa, ce lo faccia sapere: potrebbero essere informazioni cruciali per l'indagine". I coltelli in realtà sembrano di facile reperibilità, tanto che a Repubblica sono arrivate numerose segnalazioni che indicano nei supermercati Lidl irlandesi la vendita di oggetti simili. E proprio dall'Irlanda proveniva uno dei tre attentatori.
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Ma quei tre uomini votati al martirio jihadista hanno cominciato a morire cinque ore prima, quando Khuram Butt ha noleggiato il van Renault bianco targato HN66 TKX.
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Attingendo a fonti ufficiali dell'inchiesta di Scotland Yard, che si basa sui racconti di 262 testimoni oculari di 19 nazionaltà diverse e sulle risultanze di 12 perquisizioni nei quartieri di Barking e Ilford nell'East London, Repubblica è in grado di ricostruire le ultime ore del commando che ha ucciso 8 persone sul London Bridge e tra i ristoranti del Borough Market. A cominciare dal covo, un appartamento all'ultimo piano di una palazzina su Barking Road, affittata ad aprile da Rachid Redouane.
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Torniamo a quel sabato. La mattina Khuram Butt, il britannico di origini pakistane legato da anni a un gruppo integralista e sorprendentemente sfuggito al radar dell'Mi5, prova a noleggiare un grossocamion da 7.5 tonnellate tramite Internet, ma l'operazione non va a buon fine perché non fornisce i dati della carta di credito. Nel tardo pomeriggio, pero', riesce a rimediare un altro, anche se più piccolo.
Con un telefonino con scheda sim attivata poche ore prima, noleggia in un deposito di Harrod Hill, a Romford, il van che useranno per andare a Londra. Il messaggio di conferma inviato al suo cellulare porta l'orario delle 17.47.
Alle 18.30 Khuram Butt, Youssef Zaghba e Rachid Redouane sono a bordo di una Corsa rossa diretti verso il deposito per ritirare il camioncino. Alle 19.17 i tre vengono avvistati nei dintorni della casa di Zaghba, a Barking. Poi spariscono per alcune ore. Il van Renault ricompare alle 21.58 sul London Bridge: lo sta percorrendo da nord a sud. Fa una prima inversione a u, ora va in senso inverso, lentamente. Un'altra inversione a u alla fine del ponte, un'altra ancora. Tre inversioni. A quel punto le telecamere di sorveglianza lo riprendono mentre accellera e investe i pedoni che hanno la sfortuna di trovarsi sulla sua traiettoria.
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Una volta lasciati a terra, cadaveri, gli agenti dell'Antiterrorismo hanno perquisito il retro del camioncino con cui sono piombati sui passanti. C'erano tredici bottiglie di vino ognuna con un pezzo di straccio nel collo e tutte riempite di un liquido ritenuto essere altamente infiammabile, oltre a due accendini. C'erano anche alcune sedie da ufficio e una valigia. "Avevano raccontato alle loro famiglie che il van serviva loro per fare un trasloco", spiega il comandante Dean Haydon.
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